Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/19: Revisione della legge sull'energia, dell'ordinanza sull'energia e dell'ordinanza sulla procedura d'approvazione dei piani di impianti elettrici, dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio e dell'ordinanza sulle linee elettriche · 14 pagine
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2.1.4 Servizi specializzati e organizzazioni del settore
CFIAR e SATW sono a favore di un certificato obbligatorio. ESTI e Electrosuisse ritengono invece che sarebbe opportuno verificare innanzitutto l’efficacia di un certificato facoltativo. AEE e, in linea di massima, vale a dire dopo le esperienze con il certificato cantonale, anche SIA e SwissEngineering sono a favore di un certificato obbligatorio. Swissolar vorrebbe un certificato obbligatorio, tuttavia è a favore della sua introduzione facoltativa. FEA, SGV, Suissetec e Isolsuisse sono contro un certificato obbligatorio. AES e USIE sono del parere che eventualmente un certificato obbligatorio per casi concreti sarebbe molto più utile di un certificato facoltativo generale.
2.1.5 Associazioni per l’ambiente, la politica energetica, i consumatori, gli inquilini, ecc.
Numerose associazioni per la protezione dell’ambiente (WWF, Greenpeace, Pro Natura), la politica energetica (FSE, SAFE, SSES, Hausverein Schweiz), la salute (AEFU), la Fondazione per la protezione dei consumatori e SKF sono dello stesso parere, vale a dire a favore di un certificato energetico degli edifici unitario e obbligatorio, come pure USS, Travail.Suisse e ASI. Quest’ultima esige inoltre la regolamentazione degli aspetti legati al diritto in materia di locazioni. Città dell’energia esige da Confederazione e Cantoni la fissazione di scadenze e prescrizioni sussidiarie, anche per determinate categorie di edifici.
2.1.6 Singole imprese
Diverse imprese accolgono con favore l’introduzione di un certificato unitario per tutta la Svizzera,
come Migros (obbligatorio), Coop (facoltativo, in ogni caso all’inizio), BKW (obbligo a tappe), BLS (obbligatorio a medio e a lungo termine), FFS (facoltativo e inoltre limitato a edifici abitativi).
2.2 Risanamenti di edifici, costi computabili per aiuti finanziari (art. 14 cpv. 3 LEne)
2.2.1 Cantoni
I Cantoni non si pronunciano (o se lo fanno, si esprimono a favore) sulla proposta di aggiunta “…gli investimenti supplementari per i risanamenti energetici“. NE e VS sono dell’avviso che la formulazione non sia abbastanza chiara e precisa e chiedono quindi un suo adeguamento.
2.2.2 Partiti politici
Non tutti i partiti si pronunciano su questo aspetto. PS e Verdi ritengono che le nuove disposizioni non creino incentivi e chiedono quindi una loro riformulazione (”…i costi computabili devono essere stabiliti in modo tale da creare sufficienti incentivi per investimenti in risanamenti energetici di edifici, mentre i costi di prevenzione non devono superare i 200 franchi per tonnellata di CO2”). Anche il PCS vuole che si tenga conto dei costi di prevenzione. PLR e PLS temono ripercussioni collaterali e chiedono all’UFE di indicare in che misura la revisione contribuisce all’aumento del tasso di risanamento.
2.2.3 Associazioni economiche, dei datori di lavoro e di altri settori nonché singole imprese
La maggior parte delle associazioni economiche e dei datori di lavoro sono scettiche nei confronti della revisione; secondo loro, gli investimenti redditizi non devono essere sovvenzionati. Alcune di esse approvano tuttavia le modifiche, mentre altre formulano le seguenti proposte: verifica periodica (USM, costruzione.svizzera), limite temporale (FST), un’attuazione possibilmente efficace senza ripercussioni collaterali (EconomieSuisse), ecc. Swissmem preferirebbe prestiti senza interessi o a interesse basso. HEV ritiene che il concetto di ”tecniche convenzionali“ non sia abbastanza preciso e propone al suo posto ”semplice mantenimento del valore”. Singole imprese esprimono un parere positivo sulle modifiche.