Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/19: Revisione della legge sull'energia, dell'ordinanza sull'energia e dell'ordinanza sulla procedura d'approvazione dei piani di impianti elettrici, dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio e dell'ordinanza sulle linee elettriche · 14 pagine

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2.4 Soppressione dei crediti annui d’assegnazione (art. 14 cpv. 5 LEne)

I pochi pareri espressi a riguardo sono favorevoli alla soppressione.

3. Revisione dell’ordinanza sull’energia OEn / Appendici

3.1 Osservazioni generali sulle previste modifiche

3.1.1 Cantoni (incl. Comuni e relative associazioni)

Diversi Cantoni non si esprimono riguardo alle prescrizioni più severe per gli apparecchi elettrici, tuttavia la maggior parte di essi sono a favore della revisione senza riserve. ZH e ZG sottolineano

l’importanza della compatibilità con le norme CE. Secondo SH, in singoli casi la Svizzera potrebbe anche spingersi oltre. LU chiede una verifica costante e un adeguamento al progresso tecnico. Per determinati apparecchi, e anche in altri ambiti, sono chieste addirittura nome più severe: lampade (NE), divieto immediato per le lampadine ad incandescenza (NE, GE), esigenze minime e etichettaEnergia per gli impianti di condizionamento dell’aria e divieto di uso delle lampade riscaldanti all’aperto (GE). Secondo la città di Zurigo, l’avamprogetto dell’UFE si basa troppo su quello che è già sul mercato e non offre affatto incentivi: ad esempio, sarebbero necessarie prescrizioni più severe per il modo in stand-by e un rilevamento della lavastoviglie. Anche l’Unione delle città svizzere vuole norme più severe per il modo stand-by.

3.1.2 Partiti politici

PEV esprime un parere positivo. PPD ritiene che per il mercato svizzero non debbano esserci regole speciali, tuttavia chiede prescrizioni per altri settori, come ad esempio gli aspirapolvere, le macchine da caffè, l’illuminazione domestica e delle strade. PPD chiede inoltre una dichiarazione del consumo obbligatoria per tutta una serie di apparecchi e un aggiornamento dell’etichettaEnergia. PS è

d’accordo con l’avamprogetto, ma lo considera insufficiente, in quanto in certi settori non è prevista nessuna esigenza minima. PS e Verdi condividono il parere delle associazioni per l’ambiente e chiedono una riduzione del consumo di almeno 4 000 GWh. Anche per PCS le misure previste non sono sufficienti. PLR e PLS sono dell’avviso che il potenziale di risparmio non sia sfruttato completamente e aggiungono che l’UFE non dice nulla dei possibili accordi tra imprese. Probabilmente le aziende locali sono più avanti rispetto alla politica energetica della Confederazione. In ogni caso quel che conta sono il principio della redditività, la riduzione al minimo degli oneri amministrativi e nessun ostacolo al commercio. UDC respinge l’avamprogetto, in quanto teme più controlli e oneri amministrativi, una regolamentazione eccessiva, un indebolimento della piazza economica e un carico maggiore per il consumatore.

3.1.3 Associazioni economiche, dei datori di lavoro e di altri settori

In linea di massima, la maggior parte delle associazioni economiche e dei datori di lavoro è a favore delle proposte. Tutte sottolineano l’importanza di un modo di procedere armonizzato con la CE, sia sul piano temporale che dei contenuti.

3.1.4 Servizi specializzati e organizzazioni del settore

Anche i servizi specializzati e le organizzazioni del settore, come ESTI, Electrosuisse, AEE, Swisssolar, eae, AES, ecc., ritengono fondamentale il miglior coordinamento possibile con la CE. Secondo SATW, un’armonizzazione non è necessaria in ogni caso. ESTI, Electrosuisse e Swico chiedono una precisazione dell’espressione “ritirati dal mercato”, poiché attualmente non vi è unità di interpretazione in merito. Secondo Swico, FEA e eae non si deve modificare il principio dell’autodichiarazione. FEA vuole il mantenimento della vecchia formulazione, ma richiama l’attenzione su possibili importazioni