Rapporto 1 e 2

Consultazione 2008/77: Ordinanze sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (OCStup, ODStup, OStup-DFI). · 41 pagine

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anche se un po’ semplificata. In particolare, si rinuncia a introdurre un concetto (oppiaceo) che in seguito non sarà più impiegato.

Lettera d: si tratta del cambiamento di nome del trattamento basato sull’eroina. La diacetilmorfina è un derivato della morfina quale prodotto farmaceutico legale per il trattamento medico di persone dipendenti dall’eroina, mentre il prodotto fabbricato e trattato illegalmente viene designato con il termine eroina. Da un’angolazione farmaceutica e medica è quindi opportuno cambiare il nome della terapia: da trattamento basato sull’eroina a trattamento basato sulla prescrizione di diacetilmorfina.

Lettera f: con sostanza psicoattiva si intende ogni sostanza somministrata dall’esterno che può modificare la psiche e la coscienza della persona. Vi fanno parte oltre alle sostanze controllate registrate

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nell’elenco dell’ OStu-DFI del … anche le droghe legali come l’alcool, la nicotina ecc.

Lettera g: la diagnosi "gravemente dipendente dall’eroina" è fondata sui criteri relativi a una diagnosi di dipendenza descritti nella classificazione internazionale dell’Organizzazione mondiale della sanità

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OMS e viene formulata dal medico. Il medico si basa sull’elenco diagnosi ICD-10 GM per la classificazione delle diagnosi mediche. La grave dipendenza dall’eroina è uno dei criteri per l’ammissione dei pazienti in un trattamento basato sulla prescrizione di diacetilmorfina. La definizione contenuta nella presente ordinanza ricalca la definizione già vigente nell’ordinanza concernente la prescrizione medica di eroina (art. 2 cpv. 3). L’unica differenza consiste nel fatto che non vengono definiti i criteri, quali e quanti, della definizione dell’OMS che il medico competente deve adempiere per formulare la diagnosi di "gravemente dipendente dall’eroina". Per quanto concerne il trattamento basato sulla prescrizione di diacetilmorfina, si tratta di una nuova terapia riconosciuta sottoposta a una condizione speciale: l’istituzione, il medico ma anche il paziente sono assoggettati a un’autorizzazione dell’UFSP.

Capitolo 2: Prevenzione

Articolo 3 Scopi della prevenzione

Gli obiettivi della prevenzione saranno qui enumerati concretamente per mostrare che la prevenzione è un concetto molto esteso che include diversi obiettivi. In passato, con prevenzione si intendeva soprattutto l’impedire il (primo) consumo di stupefacenti. Questo aspetto viene ribadito nella lettera a. Oggi, nel contesto della prevenzione si annoverano tuttavia anche lo sviluppo di strategie e misure volte a impedire un consumo regolare di sostanze psicoattive e i problemi di dipendenza che ne derivano. La prevenzione esige pertanto che venga impedito il consumo problematico di sostanze psicoattive (lett. b). Un altro compito della prevenzione è lo sviluppo di strategie che rendano possibile individuare e trattare un problema legato alla dipendenza. La prevenzione serve perciò sia alla protezione della salute, alla promozione della salute come pure all’individuazione tempestiva (lett. c e d). Con promozione della salute si intendono le misure che contribuiscono al rafforzamento dei fattori individuali e collettivi importanti per la protezione da malattie, disturbi e minacce. L’individuazione o il rilevamento tempestivo corrisponde in linea di massima al concetto della prevenzione secondaria e si riferisce a un intervento tempestivo e mirato al fine di evitare lo sviluppo della situazione verso una dipendenza.

Le misure di prevenzione interessano non solo persone singole o gruppi determinati, ma sono riferite anche all’ambiente (famiglie, professione ecc.) delle persone che consumano droghe e ne sono dipendenti. Occorre perciò differenziare la prevenzione comportamentale dalla prevenzione strutturale. Con prevenzione comportamentale si intendono le misure per influenzare il comportamento delle per-

28 RS 812.121.2

29 Il punto F11.2 dei criteri che servono a stabilire una dipendenza è formulato come segue : “insieme di fenomeni comportamentali, cognitivi e fisiologici che sopraggiungono in seguito al consumo ripetuto di una sostanza psicoattiva, tipicamente associati al forte desiderio di assumere droga, alla difficoltà di controllare il consumo, alla reiterazione del consumo malgrado le conseguenze nocive, trascurando progressivamente altre attività e impegni, a una tolleranza accresciuta e, talvolta, a una sindrome dell’assuefazione”.