Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/122: Legge federale sugli orari di apertura dei negozi (LANeg). Attuazione della mozione Lombardi (12.3637): «Franco forte. Parziale armonizzazione degli orari d'apertura dei negozi» · 21 pagine
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di lavoro riorganizzerà l’attività lavorativa: potrà assumere nuovo personale o modificare le condizioni lavorative del personale già assunto. In caso di modifica delle condizioni per il personale già assunto dovranno essere rispettate alcune limitazioni: se viene prolungata la durata del lavoro, essa non deve superare la durata massima prevista all’articolo 9 LL, ossia 45 o 50 ore a seconda del numero di lavoratori impiegati (più o meno di 50). Inoltre, se è previsto il lavoro su chiamata, il tempo in cui il lavoratore deve restare a disposizione senza lo svolgimento effettivo del lavoro è, se non concordato diversamente, rimunerato e non sono ammessi i contratti privi di una regolamentazione della durata del lavoro. Infine, se è possibile una modifica del contratto accompagnata da una disdetta (disdetta per modifica), è necessario rispettare determinate condizioni. Secondo l’articolo 48 capoverso 1 lettera b LL il datore di lavoro deve inoltre informare e consultare i lavoratori e la loro rappresentanza sull’organizzazione della durata del lavoro e la pianificazione della griglia oraria e, secondo l’articolo 36 capoverso 1 LL, determinando le ore del lavoro e del riposo, deve prestare particolare riguardo ai lavoratori con responsabilità familiari. Le condizioni di lavoro dipenderanno infine dall’esistenza di contratti collettivi di lavoro, che potrebbero per esempio fissare una durata del lavoro settimanale. Le considerazioni esposte sono già valide attualmente, e sono correlate a un’armonizzazione degli orari che preveda uno standard minimo come richiesto dalla mozione Lombardi solamente se l’attuazione della mozione determina una modifica delle condizioni di lavoro da parte del datore di lavoro.
Dal punto di vista degli impiegati, l’opinione di chi attualmente lavora nel settore differisce da quella di chi cerca lavoro in tale settore. La prima categoria valuta in generale negativamente la flessibilizzazione degli orari di apertura dato che comporta il pericolo di una riorganizzazione delle ore di lavoro e di un sovraccarico lavorativo. È tuttavia utile ricordare che la durata massima del lavoro settimanale fissata dalla legge non cambierà, ma che il prolungamento dell’orario lavorativo porterà alla riorganizzazione delle ore di lavoro. Certi impiegati del commercio al dettaglio saranno tuttavia contenti di poter lavorare al mattino presto o di sera. Questa possibilità contribuirà a creare maggiore flessibilità entro i limiti fissati dalla LL. Sarà chiaramente necessario trovare una soluzione adeguata con gli impiegati che hanno famiglia, soprattutto in considerazione degli orari di apertura delle strutture di accoglienza per l’infanzia. Chi cerca lavoro nel settore, invece, vede la modifica di buon occhio soprattutto per la creazione di impieghi e la possibilità di reinserirsi almeno a tempo parziale nel mercato del lavoro.
3.3.2 Ripercussioni per l’economia in generale
Situazione del commercio al minuto
Il commercio al minuto, commercio elettronico incluso, è un settore importante della piazza economica svizzera. Il suo contributo al valore aggiunto lordo (VAL) totale svizzero (prima degli aggiustamenti) ammonta in media al 5,2 per cento circa per il periodo dal 1997 al 2011, anche se si nota una diminuzione progressiva (v. grafico 1 di seguito)18. Il VAL è quindi passato dal 5,5 per cento del 1997 al 4,8 per cento circa del 2010, toccando il 4,6 per cento nel 2011 (dati provvisori dell’Ufficio federale di statistica, UST). Il picco del 2009 è dovuto al fatto che determinati settori, come quello dell’industria, sono stati particolarmente toccati dalla crisi. Di conseguenza il loro contributo al VAL è diminuito, facendo aumentate la quota del commercio al minuto.
Dal 2008 il VAL del commercio al minuto è fermo, e segnala addirittura un leggero calo tra il 2010 e il 2011, imputabile al fatto che gli acquisti un tempo fatti in Svizzera vengono ora effettuati all’estero. Inoltre non bisogna dimenticare che l’arrivo degli hard discounter sul mercato svizzero ha portato a una pressione al ribasso sui prezzi del commercio al minuto svizzero.
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Il valore aggiunto lordo è un indicatore dei risultati economici. Per il commercio al minuto corrisponde al fatturato dopo detrazione dell’approvvigionamento e del consumo intermedio (energia, trasporto).