Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/122: Legge federale sugli orari di apertura dei negozi (LANeg). Attuazione della mozione Lombardi (12.3637): «Franco forte. Parziale armonizzazione degli orari d'apertura dei negozi» · 21 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 15Fedlex · Rapporto esplicativo
Definire un quadro legislativo uniforme per tutto il settore del commercio al minuto svizzero sembra appropriato, a maggior ragione poiché tale misura rimane entro quanto definito dalla LL. Si dovrebbe assistere a un rafforzamento della concorrenza con effetti positivi per tutto il mondo economico grazie all’aumento della produttività, ma gli effetti della liberalizzazione rimangono difficilmente quantificabili. Di conseguenza, potrebbero diminuire i prezzi al consumo, ma questa eventualità rimane controversa nei differenti studi e nell’esperienza dei Paesi che hanno attuato una liberalizzazione degli orari di apertura. Certi studi dimostrano che il prolungamento degli orari di apertura determina un aumento dell’offerta, fatto questo che ha un impatto positivo sul valore aggiunto del commercio al minuto e quindi un influsso positivo sulla crescita economica19.
È tuttavia probabile che lo sviluppo del commercio elettronico relativizzi l’importanza degli orari di apertura dei negozi, in particolare per i prodotti che già ora sono in gran parte acquistati su Internet. Nel 2011, sul totale delle spese per il consumo delle economie domestiche svizzere il numero di acquisti o ordini effettuati su Internet rimane modesto (1,5%)20, ma è in costante crescita. Circa il 27 per cento degli acquisti on-line riguarda vacanze o pernottamenti (v. grafico 2). I libri rappresentano circa il 2,1 per cento degli acquisti on-line, ma costituiscono il 13 per cento delle spese totali delle economie domestiche per questa categoria di beni. Per quanto riguarda gli indumenti e le scarpe, gli acquisti on line rappresentano all’incirca il 3 per cento delle spese totali delle economie domestiche per questa categoria; per gli alimentari tale quota ammonta all’1,1 per cento. Infine, sul totale delle spese effettuate dalle economie domestiche per biglietti aerei, materiale informatico, libri, materiale audiovisivo e fotografico, vacanze e pernottamenti, più del 10 per cento per ogni singola categoria è stato speso per acquisti on line. Per tutti gli altri beni e servizi la proporzione di spesa su Internet rimane inferiore. Rispetto al 2010, nel 2011 gli acquisti on line delle economie domestiche per tutti i tipi di prodotti sono aumentati tra 0,1 e 0,7 punti percentuali (aumento del 3,2 per il materiale audiovisivo e fotografico). Per quanto riguarda le imprese, fra quelle che usano Internet nel 2011 il 73 per cento si è avvalso del commercio elettronico per gli acquisti e il 33 per cento per la vendita. Nel settore dei servizi queste percentuali sono rispettivamente del 73 e del 38 per cento.
19
Burda M.C., 2000, «Product Market Regulation and Labor Market Outcomes: How Can Deregulation Create Jobs?», Working Paper No. 230, CESifo Working Paper Series, Monaco.
20
V. Ufficio federale di statistica, Indicatori della società dell’informazione, e-commerce delle economie domestiche (solo tedesco e francese).