Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/12: Rapporto sull'efficacia 2012-2015 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni · 22 pagine
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Risultati della procedura di consultazione concernente il rapporto sull’efficacia 2012–2015 della perequazione finanziaria
2 Osservazioni generali relative al rapporto sull’efficacia
La CdC e vari Governi cantonali, partiti politici e organizzazioni interessate riconoscono l’importanza della NPC quale riforma fondamentale dell’ordinamento dello Stato federale svizzero. Sulla base dei primi due rapporti sull’efficacia si può affermare che il sistema ha sostanzialmente dato buoni risultati. Occorre perciò fare il possibile per non comprometterne la prosecuzione. È importante presentare soluzioni che garantiscano anche in futuro la solidarietà federale.
Il gruppo dei Cantoni finanziariamente deboli e la Conferenza dei Cantoni donatori della NPC non concordano tuttavia su cosa sia necessario intraprendere per garantire la solidarietà anche negli anni a venire. In considerazione della disparità tuttora consistente fra i Cantoni e della forte dinamicità del prodotto dell’imposta federale diretta (83 % a favore della Confederazione, 17 % a favore dei Cantoni), i Cantoni finanziariamente deboli ritengono che la dotazione dei fondi perequativi non possa essere ridotta e vada piuttosto aumentata.
I Cantoni finanziariamente forti – come pure il PLR.I Liberali, economiesuisse e l’USAM – considerano invece prioritario apportare migliorie al sistema al fine di correggere gli effetti svantaggiosi su singoli Cantoni. Non basta effettuare un’analisi accurata; è fondamentale attuare le misure che ne derivano. Bisognerebbe innanzitutto ridurre la responsabilità solidale e impiegare le risorse in modo più efficiente.
Alcuni partecipanti hanno formulato altre osservazioni di carattere generale. Il Cantone di Berna, ad esempio, ha preso atto del notevole aumento, rispetto al regime precedente, della quota dei trasferimenti a destinazione libera. Esso reputa tuttavia che, negli anni scorsi, le decisioni e gli sviluppi a livello federale abbiano fortemente limitato il margine di manovra e l’autonomia finanziaria dei Cantoni. A questo proposito occorre menzionare il nuovo finanziamento ospedaliero e delle cure, la protezione dei minori e degli adulti o la riforma II dell’imposizione delle imprese. Secondo il Cantone di Berna, inoltre, le disparità nel carico fiscale dei Cantoni sono ulteriormente cresciute.
Il Cantone di Svitto segnala che il sistema di perequazione perderà il consenso popolare se non verrà corretto.
Poiché la NPC è in vigore soltanto da sei anni, soprattutto il PPD, l’UDC e l’USC propendono a non apportare nell’immediato modifiche sostanziali al sistema di perequazione.
L’UDC è dell’avviso che si debba necessariamente attendere il messaggio sulla riforma III dell’imposizione delle imprese prima di poter effettuare aggiustamenti nell’ambito della perequazione finanziaria. Questa opinione è condivisa, a grandi linee, anche dal Cantone del Vallese. L’ACS, dal canto suo, invita a riflettere sul fatto che ottimizzando i punti deboli del sistema di perequazione bisogna usare cautela affinché l’equilibrio dello stesso sistema non venga alterato e quest’ultimo non si riduca nuovamente a una raffazzonatura.
Considerate le ripercussioni significative della NPC sul piano comunale, l’UCS reitera la richiesta di essere anch’essa rappresentata, in futuro, nel gruppo di studio per il rapporto sull’efficacia.
La SAV ritiene piuttosto complicato anche l’attuale sistema di perequazione (portata della ripartizione, dati necessari per determinare il potenziale di risorse, scarto temporale fra l’anno del computo e quello dei versamenti); raccomanda pertanto di verificare l’opportunità di ulteriori semplificazioni. Inoltre la SAV sostiene espressamente la proposta del Consiglio federale di ridurre la perequazione delle risorse a partire dal 2016.