Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/167: 10.426 Iv.pa. Abolizione della tariffa doganale preferenziale per l'importazione di carne aromatizzata · 15 pagine
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aumentata dal 97,0 per cento nel 2010 al 97,6 per cento nel 2013. Riferita al consumo complessivo di carne di vitello, la produzione indigena è aumentata proporzionalmente più delle importazioni. Rispetto ad altri generi di carne quella di vitello presenta il grado di autoapprovvigionamento maggiore.
2.3 Necessità d’intervento: considerazioni della Commissione
2.3.1 Argomenti della maggioranza
La definizione di un’aliquota doganale bassa per la carne condita nell’ambito dell’attuazione delle decisioni prese durante l’Uruguay Round ha condotto a una serie di problemi inattesi in questo settore. Come esposto nel numero 2.2, i quantitativi importati di carne di vitello e di manzo condita hanno subìto un forte aumento. In alcuni casi è stata addirittura importata carne condita che poi, una volta eliminate le spezie (soprattutto grani di pepe) mediante processi di lavaggio, pulitura o aspirazione, è stata immessa sul mercato svizzero. Per rimediare a questa situazione insoddisfacente, nella primavera del 2010 l’AFD ha ridefinito la nozione di «condito» secondo cui la carne cosparsa di pepe non è più considerata una preparazione ai sensi del capitolo 16 della tariffa doganale (cfr. n. 2.1.2.3). Benché la situazione sia in parte migliorata in seguito a questo intervento, il quantitativo di carne condita importata rimane spropositato rispetto al periodo precedente la riduzione dell’aliquota (cfr. n. 2.2). La sentenza del Tribunale amministrativo federale dell’11 aprile 201116 ha inoltre reso ancora più difficile controllare gli importatori di carne condita, poiché ha statuito che la presenza di condimento non deve necessariamente essere percepita sia con la vista che con altri sensi. Nonostante i provvedimenti dell’AFD la situazione rimane pertanto precaria.
Il forte aumento delle importazioni di carne condita ha fatto aumentare la pressione sui prezzi dei prodotti indigeni, andando a scardinare il regime dell’intero mercato. A risentirne è soprattutto il settore della carne di vitello. Nella risposta del 28 aprile 2010 all’interpellanza Walter 10.3146 («Importazione di carne condita») il Consiglio federale affermava che «Non sono da escludere ripercussioni sui prezzi dei vitelli: questo mercato è infatti molto sensibile in termini di prezzi …».
Gli obiettivi che il settore si era prefissato, ossia di rifornire adeguatamente il mercato della carne svizzero con importazioni nell’ambito dei contingenti doganali, sono stati disattesi. Ad esempio perde di efficacia la norma secondo cui l’organizzazione di categoria Proviande definisce i quantitativi d’importazione d’intesa con tutti i partner del settore tenendo conto del fabbisogno di approvvigionamento del mercato. Grazie a questo meccanismo collaudato i volumi di importazione vengono fissati in considerazione della produzione interna e delle esigenze del mercato. La carne condita – che invece esula da queste ponderazioni – viene importata in aggiunta e senza controllo, entrando in concorrenza con il mercato e pregiudicandone l’equilibrio. Anche le misure stagionali volte a sgravare il mercato, sostenute finan-
16 Sentenza A-7046/2010 del Tribunale amministrativo federale del 1° aprile 2011, Tariffa doganale (Imortazione di carne marinate, consultabile in: http://www.bvger.ch/publiws/pub/cache.jsf?displayName=A-7046/2010&decisionDate=2011- 04-01&lang=de