Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/171: 13.479 Iv.pa. Precisazione della prassi di lunga data nell'ambito della procedura di notifica prevista dalla legge sull'imposta preventiva · 29 pagine
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4. Risultati della consultazione
4.1 Ritenete necessario legiferare in merito al problema sollevato dall’iniziativa parlamentare?
Sintesi
Tra tutti coloro che hanno partecipato alla consultazione, la maggioranza (31 partecipanti, di cui 10 Cantoni, 5 partiti e 16 tra organizzazioni, associazioni mantello e società) ritiene che in relazione alla procedura di notifica prevista dalla legge sull’imposta preventiva siano necessari interventi legislativi. 18 partecipanti alla consultazione (14 Cantoni e la CDF, un partito e 2 tra organizzazioni, associazioni mantello e società) sono invece dell’opinione che la LIP non richieda alcuna modifica. Infine, 4 partecipanti non hanno preso posizione sull’argomento o si sono astenuti.
L’intervento legislativo è ritenuto necessario
Dieci Cantoni (BE, BL, FR, GE, LU, OW, TI, UR, ZG, ZH), 5 partiti (PBD, PLR, PPD, pvl,
UDC) e 16 tra organizzazioni, associazioni mantello e società (Amcham, ASA, ASB, Camera fiduciaria, Chabrier Avocats, CP, economiesuisse, FER, Fiduciari Suisse, Handelskammer beider Basel, KPMG, PPG Industries, pwc, usam, STSA, SwissHoldings) ritengono che riguardo alla richiesta formulata dagli autori dell’iniziativa parlamentare sia necessario un intervento legislativo.
Sei partecipanti alla consultazione (BE, UR, PBD, Handelskammer beider Basel, KPMG,
SwissHoldings) sostengono che né dalla legge, né dall’ordinanza né dalle circolari dell’AFC sia possibile desumere con chiarezza le conseguenze del mancato rispetto del termine di 30 giorni. Prima della decisione del Tribunale federale in materia e, per un certo tempo, anche successivamente, l’AFC si sarebbe secondo loro dimostrata condiscendente nell’applicazione della procedura di notifica nei casi in cui le richieste erano state presentate in ritardo. Per questo motivo, l’opinione prevalente è che si tratti di un termine ordinatorio. Le imprese che hanno presentato a posteriori le loro richieste in seguito alla decisione del Tribunale federale meriterebbero pertanto di veder tutelata la loro fiducia nell’ordinamento giuridico e nella prassi vigenti finora (Amcham, Camera fiduciaria, Chabrier Avocats, KPMG, pwc,
STSA, SwissHoldings). Il CP ritiene sia opportuno fissare nella legge i principi enunciati dal Tribunale federale. Così facendo si eviterebbe che al Tribunale federale possa venir rinfacciato di aver indebitamente modificato il diritto fiscale nel campo dell’imposta preventiva.
Cinque Cantoni (BL, GE, OW, ZG, ZH), l’UDC e 10 tra organizzazioni, associazioni mantello e società (Amcham, Camera fiduciaria, economiesuisse, FER, KPMG, PPG Industries, pwc, STSA, SwissHoldings, usam) sono inoltre dell’opinione che le conseguenze del mancato rispetto del termine di 30 giorni siano sproporzionate e causa di problemi di liquidità per le imprese coinvolte, chiamate anche a pagare interessi di mora tali da metterne a rischio la stessa esistenza. Da più parti (TI, ZG, PBD, PLR, UDC, Amcham, Camera fiduciaria, Chabrier Avocats, economiesuisse, FER, PPG Industries, pwc, STSA, SwissHoldings, usam) è stata espressa la critica secondo cui, con la prassi adottata, l’AFC pregiudica la capacità di attrazione della piazza imprenditoriale svizzera. Una precisazione s’impone dunque, a favore della certezza del diritto, della programmabilità e di un consolidamento della piazza economica svizzera.
Il pvl e tre tra organizzazioni, associazioni mantello e società (ASA, Chabrier Avocats, STSA) avanzano l’idea che sia oggettivamente scorretto addebitare interessi di mora esagerati su imposte di fatto non dovute a imprese autorizzate ad avvalersi della procedura di notifica. L’interpretazione e l’applicazione del diritto poste in essere dall’AFC sono in contraddizione