Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/172: Revisione dell'ordinanza del DFF concernente l'esame delle domande di condono dell'imposta federale diretta (ordinanza sul condono dell'imposta) · 17 pagine

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dell’articolo 11 capoverso 1 e 2, devono illustrare fino a che punto le cause del bisogno vengono eliminate con le misure menzionate e la continuità della società nonché il mantenimento dei posti di lavoro sono garantiti. In altre parole, il condono dell’imposta presuppone il successo delle misure di risanamento. Quali mezzi di prova entrano in linea di conto i seguenti documenti: documenti riguardanti il risanamento quali conti annuali e relazioni sulla gestione, rapporto e verbale dell’assemblea generale concernenti la decisione di misure di risanamento, piano di risanamento, dichiarazione di retrocessione di rango dei soci che concedono mutui nonché un elenco dei debiti e dichiarazioni di altri creditori in merito a una rinuncia (parziale) ai loro crediti.

Secondo le nuove disposizioni del capoverso 3, il condono dell’imposta è respinto se la necessità di risanamento è riconducibile a eccessivi vantaggi valutabili in denaro come distribuzioni palesi od occulte di utili o quando la persona giuridica non era dotata di un capitale proprio sufficiente. Le conseguenze economiche di eventuali colpe da parte di organi, decisori e titolari di quote non possono nemmeno essere eliminate con una rinuncia a imposte da parte degli enti pubblici interessati, ma devono essere sopportati dalle stesse persone menzionate.

Articolo 5 Diritto al condono

Articolo 5: la disposizione dell’ordinanza nell’articolo 2 capoverso 1 periodo 1 del diritto vigente, secondo cui il richiedente ha diritto al condono quando le condizioni legali sono soddisfatte, è ripresa con una nuova formulazione. Per quanto concerne la questione se il contribuente ha diritto al condono, nella prassi e nella letteratura regnano annose divergenze d’opinione.

Il Tribunale federale nega l’esistenza di un diritto al condono in ambito di imposta federale diretta3. Nella sua precedente giurisprudenza il Tribunale federale ha già però anche affermato che, se del caso, è possibile concedere il diritto al condono al contribuente. Ne sarebbe ad esempio il caso se, nonostante la «formulazione potestativa» della legge tributaria, risultasse chiaramente dall’ordinanza di esecuzione che le imposte devono essere condonate in presenza di determinate condizioni4. Nella sua sentenza 2D_27/2013, 2D_28/2013 del 27 giugno 2013 il Tribunale federale constata che il Dipartimento federale delle finanze non potrebbe legiferare in deroga all’interpretazione della norma (art. 167 cpv. 1 LIFD) data dallo stesso Tribunale federale (consid. 2 della sentenza citata). Il Tribunale amministrativo federale, l’istanza di ricorso contro le decisioni della CFC, si è chiaramente pronunciato a favore di un diritto al condono5.

Le nuove disposizioni della legge del 20 giugno 2014 sul condono dell’imposta e l’ordinanza riveduta sul condono dell’imposta stabiliscono le singole condizioni del condono dell’imposta in maniera più precisa rispetto a finora, ragion per cui nel frattempo esse dovrebbero essere sufficientemente definite nel senso del considerando 2.2 della sentenza 2P.307/2004 del 9 dicembre 2004 del Tribunale federale. Il fatto che come in precedenza l’articolo 167 capo-

3 Sentenza del Tribunale federale 2D_42/2014, 2D_43/2014 dell’11 maggio 2014, con rinvii.

4 Cfr. le sentenze del Tribunale federale 2P.307/2004 del 9 dicembre 2004, consid. 2.2 e 2P.316/2003 del 19 dicembre 2003, consid. 1; sentenza del Tribunale federale del 30 aprile 1975, consid. 2, pubblicata in ASA 44 (1975/1976), pag. 618.

5 Cfr. STFA 2009/45 = sentenza del Tribunale amministrativo federale A-3663/2007 dell’11 giugno 2009, consid. 2.2. Cfr. sul tutto anche il messaggio concernente la legge sul condono dell’imposta (FF 2013 7239, 7242) e in particolare Michael Beusch, Der Untergang der Steuerforderung, Zurigo 2012, pagg. 230–233, con ulteriori rinvii.