Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/39: Modifica dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST) · 17 pagine

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Indagine conoscitiva sulla modifica dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST)

o tecnici), la LBV ritiene dunque che i criteri qualitativi del servizio siano insufficienti. La SAB è contrario al fatto che il concessionario possa, per ragioni economiche o tecniche, ridurre la portata delle prestazioni o rinunciare a fornire il collegamento, in quanto ciò accentuerebbe il divario digitale.

2.10 Limiti massimi di prezzo (art. 22)

2.10.1 Considerazioni generali

Il Cantone di UR prende atto dei diversi limiti massimi di prezzo proposti. Condivide il punto di vista espresso nel progetto legislativo, ossia il fatto di lasciare preferibilmente al mercato e agli operatori la facoltà di fissare i prezzi nel rispetto di una concorrenza sana.

Fatta eccezione per un solo punto, ossia la riscossione di una tassa di 40 franchi al netto dell'IVA (tassa sul valore aggiunto) se il cliente chiede di passare a un'altra offerta (cfr. art. 22 cpv. 1 lett. e), la SAB è d'accordo con i limiti massimi di prezzo proposti.

TalkEasy ritiene che i clienti finali debbano potere scegliere le tariffe loro applicate nel modo più flessibile possibile. Spetterà al concessionario del servizio universale garantire agli utenti la possibilità di scegliere tra diversi operatori e tariffe.

Sulla base delle informazioni a disposizione, la SPR non si reputa in grado di valutare la pertinenza dei limiti massimi di prezzo proposti. Ha dunque avviato un'indagine per raccogliere informazioni sui prodotti esistenti, i loro costi e la domanda, allo scopo di presentare una raccomandazione formale al Consiglio federale. Anche la FER deplora la mancanza di cifre che giustifichino la tariffazione proposta, ma non si pronuncia sul livello dei prezzi proposti.

2.10.2 Limiti massimi di prezzo per il servizio telefonico pubblico (art. 22 cpv. 1 lett. a)

Il progetto prevede la determinazione di un limite massimo di prezzo per il servizio telefonico pubblico con un solo numero telefonico e una o due iscrizioni nell'elenco. In questo prezzo sono inclusi il collegamento e per la prima volta un numero illimitato di chiamate telefoniche nazionali sulla rete fissa e mobile (cfr. forfait).

Per quel che concerne il servizio telefonico pubblico, Aerni Thomas constata in modo generale che la determinazione dei prezzi non è basata sul mercato ma sui prezzi di monopolio esistenti. L'impresa MyIPcom suggerisce che i limiti massimi di prezzo siano determinati in funzione del numero di canali vocali utilizzabili simultaneamente e non soltanto sul numero dei numeri telefonici. Deplora inoltre il fatto che manchi un limite massimo di prezzo per un numero telefonico VoIP con un canale vocale senza collegamento.

Il Cantone di AI ritiene che i limiti massimi di prezzo metteranno sotto pressione il concessionario del servizio universale, in particolare perché verranno a cadere le entrate derivanti dalle comunicazioni telefoniche nazionali. Tuttavia, pensa che non vi saranno conseguenze negative sugli investimenti nelle infrastrutture.

Il CP non si è pronunciato sul livello esatto dei prezzi e reputa giustificato il fatto che il servizio universale sia oramai definito sotto forma di un'offerta minima forfettaria che include le comunicazioni, tenuto conto della diffusione dei forfait. Il prezzo deve tuttavia essere compatibile con le regole di mercato e sostenibile dagli operatori.

La frc e la SKS sono d'accordo a includere le comunicazioni nel prezzo dell'abbonamento. Tuttavia, per non penalizzare gli utenti che telefonano raramente, chiedono che sia offerto in aggiunta un tipo di abbonamento meno caro che non comprenda le comunicazioni. In tal caso, le comunicazioni dovranno essere fatturate al secondo e non più al minuto.