Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/68: Adesione della Svizzera alla Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture · 17 pagine

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Compendio

La Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture («Asian Infrastructure Investment

Bank», AIIB) è un nuovo istituto finanziario regionale che intende contribuire a uno svi-

luppo sostenibile in Asia soprattutto con investimenti nel settore delle infrastrutture. La

Svizzera è stata tra i primi Paesi europei a decidere di partecipare al processo di costi-

tuzione della Banca, sottoscrivendone lo Statuto il 29 giugno 2015 a Pechino. Situazione iniziale

In Asia, mantenere il dinamismo della crescita e il successo della lotta contro la povertà che ne deriva richiede enormi investimenti nelle infrastrutture locali. In questo contesto, l’AIIB intende non solo mettere a disposizione fondi propri, ma anche mobilitare capitali pubblici e privati. Il finanziamento è assicurato da mutui, partecipazioni e garanzie, ma la Banca potrà concedere anche sostegno tecnico e sussidi. La Banca finanzierà innanzitutto progetti infrastrutturali nei settori dei trasporti, dell’energia, delle acque e delle acque reflue, ma anche investimenti in impianti portuali, misure di tutela dell’ambiente, tecnologia dell’informazione e delle telecomunicazioni nonché nello sviluppo economico e logistico nelle aree urbane e rurali. L’AIIB sarà dotata di un capitale di 100 miliardi di dollari americani, 20 dei quali dovranno essere versati direttamente, mentre il resto viene messo a disposizione come capitale di garanzia.

La Banca, la cui costituzione nasce da un’iniziativa della Cina, conta oggi 57 potenziali membri fondatori, tra cui 37 Paesi regionali e 20 non regionali, soprattutto Paesi europei (inclusa la Svizzera). I principali Paesi della regione sono Cina, India, Indonesia, Pakistan, Filippine, Singapore e Kazakistan, ma fanno parte di questo gruppo anche Arabia Saudita, Kuwait e Qatar nonché Australia, Corea del Sud e Nuova Zelanda. I principali Paesi non regionali sono Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Polonia, Austria, Finlandia e tutti i Paesi scandinavi. I Paesi extraeuropei che rientrano in questo gruppo sono Brasile, Egitto e Sudafrica.

I negoziati sullo Statuto, condotti dai responsabili designati, si sono svolti in cinque cicli. La Svizzera è stato uno dei primi Paesi esterni alla regione a parteciparvi, a partire dal terzo ciclo. Il progetto si fondava in gran parte sugli statuti di altre banche di sviluppo. Lo Statuto dell’AIIB, firmato a Pechino il 29 giugno 2015 da 50 membri fondatori, corrisponde quindi in larga misura alle norme di istituti analoghi.

Contenuto del progetto

Il progetto ha lo scopo di definire le condizioni che permetteranno alla Svizzera di ratificare lo Statuto dell’AIIB e di aderirvi. Comprende i decreti che approvano lo Statuto e l’adesione all’AIIB nonché il finanziamento della partecipazione della Svizzera al capitale.

La Svizzera è uno dei primi Paesi d’Europa ad aver deciso di partecipare al processo di costituzione. Secondo il risultato dei negoziati, la partecipazione al capitale ammonta a 706,4 milioni di dollari americani, di cui 141,3 da versare in cinque tranche annuali. Grazie ai voti supplementari previsti per il ruolo di membro fondatore, la quota di voto della Svizzera è superiore alla sua partecipazione al capitale e corrisponde allo 0,8745 per cento. La Svizzera intende continuare a partecipare attivamente al processo di costituzione e sviluppo dell’AIIB e s’impegna per essere rappresentata in seno al Consiglio di amministrazione da un amministratore supplente durante l’importante fase iniziale.

La prevista adesione della Svizzera all’AIIB si iscrive nel quadro della politica di sviluppo e della politica economica esterna del nostro Paese. L’AIIB ha i requisiti ideali per diventare un pilastro importante del sistema internazionale delle banche di sviluppo. Essa può contribuire in modo decisivo a rispondere all’enorme fabbisogno infrastrutturale, a promuovere uno sviluppo economico sostenibile e quindi a lottare contro la povertà in Asia. La partecipazione della Svizzera consolida altresì le relazioni con la Cina e con l’area asiatica e offre alle imprese svizzere nuove possibilità di sviluppare relazioni commerciali con questa regione.

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