Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/9: 13.443 n Iv.pa. CIP-CN. Equa rappresentanza delle componenti linguistiche in un Consiglio federale composto di nove membri · 18 pagine

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presidente della Confederazione e, d’altro lato, di prendere diverse misure legislative volte a rafforzare il Consiglio federale in quanto autorità collegiale (FF 2010 6895).

Il 10 settembre e il 27 novembre 2012 le Camere hanno deciso di stralciare i progetti 1-3 dell’oggetto 01.080, rendendo così caduche le decisioni del Consiglio degli Stati del 4 marzo 2003. Inoltre, non sono entrate in materia sul progetto volto a prorogare la durata di funzione del presidente (Boll. Uff. 2012 N 1255, Boll. Uff. 2012 S 964).

Di conseguenza, rimaneva pendente soltanto il progetto di modifica della legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (LOGA, RS 172.010). Il 28 settembre 2012 l’Assemblea federale ha deciso diverse modifiche della LOGA, alcune delle quali sono entrate in vigore il 1° gennaio 2014 e altre il 1° gennaio 2015 (RU 2013 4549). Tra queste modifiche, alcune rafforzano la funzione presidenziale (precisazione delle competenze, istituzione di un servizio presidenziale), senza però estenderne la durata.

1.2.4 Iniziative del Cantone del Ticino

Negli ultimi quattro anni, il Cantone del Ticino ha presentato due iniziative che chiedono di aumentare i membri del Consiglio federale. La prima iniziativa (10.321 «Aumento del numero dei membri del Consiglio federale da sette a nove») chiedeva semplicemente l’incremento del numero dei membri del governo, mentre la seconda (12.307 «Riforma dell'organizzazione del Consiglio federale. Numero dei membri e rappresentanza regionale e linguistica») domandava inoltre di limitare a due il numero di consiglieri federali provenienti da una stessa regione.

Il Consiglio nazionale ha esaminato le due iniziative il 10 settembre 2012 parallelamente all’oggetto 01.080 (cfr. n. 1.2.3). Analogamente a quanto deciso nell’ambito della riforma del governo, ha respinto anche le due iniziative, rispettivamente con 92 voti contro 85 (10.321) e 97 voti contro 77 (12.307) [Boll. Uff. 2012 N 1263]. Nel suo rapporto del 17 agosto 2012, la CIP-N ha argomentato che un aumento del numero dei consiglieri federali non avrebbe permesso di rafforzare il principio di collegialità e la direzione politica, due criteri basilari di una riforma del governo.

La proposta di un Consiglio federale di nove membri è stata invece accolta con favore dalla maggioranza della CIP-S, che con 9 voti contro 3 ha proposto di dare seguito all’iniziativa 10.321; essa si è tuttavia pronunciata contro un sistema di quote e pertanto contro l’iniziativa 12.307. Nel suo rapporto del 1° febbraio 2013, la CIP-S si è detta persuasa che sarebbe opportuno riformare il governo aumentando il numero dei consiglieri federali, così da garantire un’equa rappresentanza delle diverse regioni linguistiche e, con l’istituzione di nove dipartimenti, riequilibrare il peso dei singoli dipartimenti, attualmente molto difformi per dimensione. Ciononostante, e benché avesse sostenuto quest’idea 10 anni prima, il Consiglio degli Stati ha respinto di misura con 21 voti contro 20 e 2 astensioni la soluzione di un Consiglio federale di nove membri (Boll. Uff. 2013 S 173).