Rapporto esplicativo
Consultazione 2016/46: Revisione totale della legge federale sull'Istituto svizzero di diritto comparato (LIDC) · 16 pagine
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1 Punti essenziali del progetto
1.1 Situazione iniziale
Le ragioni e gli obiettivi che nel 1978 hanno portato il legislatore a fondare l’Istituto sono riconducibili soprattutto all’esigenza di analizzare le soluzioni che i diversi ordinamenti giuridici prevedono per i comportamenti umani e le operazioni commerciali, in modo da trarne ispirazione per le procedure legislative svizzere su scala federale e cantonale. Nel contempo s’intendeva offrire alle giurisdizioni e ai giuristi, segnatamente quelli operanti in Svizzera, pareri riguardanti temi del diritto estero. Infine, si è voluto creare un’istituzione che si dedicasse all’analisi scientifica del diritto estero e al diritto comparato. Quest’ultimo aspetto è di grande importanza, poiché la Svizzera partecipa attivamente agli sforzi per armonizzare il diritto su scala internazionale (ONU, Consiglio d’Europa, ecc.). Gli obiettivi menzionati hanno reso inoltre necessaria l’istituzione di una biblioteca specializzata.
Il messaggio per un Istituto svizzero di diritto comparato1 sottolinea che «la necessità di un istituto svizzero di diritto comparato potrebbe essere contestata soltanto se, senza troppe complicazioni, lo studio di determinati problemi di diritto comparato e ricerche consimili potessero essere affidati ad istituti esteri. Tuttavia, un motivo di politica giuridica si aggiunge ai motivi di ordine scientifico: la creazione dell'istituto è infatti giustificata anche dallo sviluppo autonomo dell’insieme del diritto svizzero».
Nel corso del tempo, le ragioni e gli obiettivi originari non sono mutati, anzi si può affermare a buon diritto che sono stati confermati e sono più attuali che mai. Alla fine del 20° secolo e all’inizio del 21° l’attività economica si è internazionalizzata, la quota degli stranieri residenti nel nostro Paese è aumentata e l’economia si è in generale globalizzata. Queste circostanze hanno aumentato la necessità, soprattutto delle autorità svizzere (Amministrazione federale, amministrazioni cantonali e tribunali), ma anche dei notai, degli avvocati, dei docenti universitari e dei privati operanti in Svizzera, di accedere al diritto estero e al diritto comparato. L’Istituto può fornire le sue prestazioni con l’alta qualità richiesta soltanto se, come sinora, è in grado di svolgere ricerche scientifiche proprie.
Dalla sua fondazione, l’Istituto ha adempito il suo mandato in due ambiti principali: (a) redazione di pareri giuridici, lavori di ricerca scientifica e organizzazione di manifestazioni su una molteplicità di temi relativi al diritto comparato e al diritto internazionale privato; (b) approntamento di una biblioteca e di un centro di ricerca di ottima qualità, che gode di ottima fama presso migliaia di ricercatori svizzeri e stranieri. Al momento vi sono effettivamente pochi istituti comparabili in tutto il mondo. Con le sue prestazioni l’Istituto fornisce un contributo determinante per migliorare ulteriormente l’ottima reputazione della Svizzera negli ambiti giuridici summenzionati.
Nella forma prevista dal diritto vigente, l’Istituto sarebbe una sorta di «ibrido» in seno all’Amministrazione federale; questo è quanto emerge sia dall’analisi condotta dall’Amministrazione federale sulle attività della Confederazione alla luce dei
1 FF 1976 I 777, 1978 I 669