Rapporto esplicativo
Consultazione 2016/55: Modifica dell'ordinanza sui trapianti · 15 pagine
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Ai sensi del capoverso 2 lettera d, i risultati devono contenere importanti conoscenze su fattori che influiscono sulla riuscita di un trapianto.
Nell’applicazione, la formulazione di questa disposizione si è rivelata eccessivamente generica. Per migliorare la misurabilità rispettivamente l’analizzabilità viene ora specificata e integrata con le nuove lettere dbise dter.
Alla lettera d sono adesso riportate esclusivamente le importanti conoscenze sugli effetti e sugli effetti secondari della terapia immunosoppressiva.
Alla lettera dbissono specificati i fattori importanti che influiscono sui tassi di sopravvivenza degli organi e dei riceventi, ossia tipo di donazione (donazione da parte di una persona deceduta o vivente), caratteristiche tissutali (ossia la compatibilità delle caratteristiche tissutali di donatore e ricevente) e gruppo sanguigno (identità, compatibilità o incompatibilità del gruppo sanguigno del donatore e del ricevente). Come dimostra il Collaborative Transplant Study (CTS) dell’Università di Heidelberg13, il tipo di donazione influisce sul risultato del trapianto. Nel trapianto di rene e fegato si distinguono in linea di principio due tipi: la donazione di organi post mortem (ossia di una persona deceduta) e da parte di persone viventi. Quest’ultimo tipo comporta, oltre alla rapida disponibilità, altri vantaggi per il ricevente, tra cui una migliore qualità dell’organo rispetto alla donazione post mortem e una migliore funzione nel tempo dell’organo trapiantato. Il motivo risiede nei brevi periodi di ischemia e nell’assenza delle modificazioni fisiopatologiche dell’organo dovute al decesso.
In caso di incompatibilità del gruppo sanguigno, il trapianto è possibile soltanto previa eliminazione, o perlomeno forte riduzione, nel ricevente degli anticorpi anti-gruppo sanguigno. In contemporanea, viene effettuato un trattamento immunosoppressore con i farmaci che vengono somministrati anche dopo il trapianto. Tale trattamento preliminare è possibile soltanto nelle persone che ricevono un organo (rene, parte del fegato) da una persona vivente. Dopo il trattamento preliminare e il trapianto, in rari casi il numero degli anticorpi anti-gruppo sanguigno torna ad aumentare provocando un rigetto acuto. Anche se attualmente i risultati di questo tipo di trapianto sono in linea con quelli delle donazioni da parte di persone viventi con gruppi sanguigni compatibili, occorre tenere sotto osservazione gli effetti degli anticorpi anti-gruppo sanguigno rigeneratisi nell’organismo del ricevente sul tasso di sopravvivenza dell’organo.
Per questa ragione, i risultati dei trapianti di riceventi con gruppi sanguigni compatibili devono essere confrontati con quelli di riceventi con gruppi sanguigni incompatibili.
Secondo la lettera dter, ora occorre considerare anche dati demografici, come età e sesso del donatore e del ricevente, al fine di illustrare in modo descrittivo la demografia della popolazione che in Svizzera ha ricevuto un trapianto. È importante sapere, tra gli altri dati, l’età media di tale popolazione e quanti trapianti pediatrici vengono eseguiti. Queste informazioni possono ad esempio aiutare gli esperti a stabilire se in futuro dovranno essere considerate come possibili fattori che influiscono sui risultati del trapianto.
Art. 20a Confronto di dati tra l’UFSP e i centri di trapianto
I centri di trapianto sono responsabili della qualità dei dati sui risultati dei trapianti. Dati corrispondenti sono tuttavia in parte contenuti anche in SOAS. Un confronto dei dati SOAS con quelli dei centri di trapianto può quindi essere utile a garantire o persino migliorare la qualità dei dati rilevati. Il confronto dei dati è inoltre utile ai centri di trapianto per verificare se questi sono stati notificati correttamente e senza errori. Per questa ragione, l’UFSP è tenuto a trasmettere ogni anno per via elettronica ai centri di trapianto determinati dati sui donatori e i riceventi inseriti in SOAS ai sensi degli articoli 7 e 27 dell’ordinanza sull’attribuzione di organi (cpv. 1).
Le informazioni di cui alle lettere a-d aiutano i centri di trapianto a identificare in modo univoco il donatore e il ricevente, nonché a verificare la correttezza dei dati. Per ogni record di dati è riportato il centro di trapianto che ha immesso i dati in SOAS (lett. e) e la data del trapianto (lett. f). Poiché un ricevente potrebbe avere già subito altri trapianti in passato, deve essere reso noto anche il numero degli eventuali trapianti precedenti (lett. h). La gravità della malattia del ricevente immediatamente prima del trapianto può influire sul risultato dell’intervento, quindi anche questa informazione deve essere comunicata (lett. h).
Il confronto di dati è eseguito dai centri di trapianto. Se durante questa operazione constatano che i dati
13 www.ctstransplant.org