Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/5: Controprogetto diretto all'iniziativa popolare «Fuori dal vicolo cieco! Rinunciamo alla reintroduzione di contingenti d'immigrazione» · 18 pagine

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mancato adeguamento dei trattati internazionali entro il termine previsto. In particolare, le disposizioni non chiedono la denuncia dei trattati internazionali contrari.

Ai fini di un eventuale adeguamento dell’ALC, il 20 giugno 2014 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di presentare, in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), la rispettiva richiesta all’UE. La richiesta è stata inoltrata con lettera del 4 luglio 2014 della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) al capo della delegazione UE nel Comitato misto dell’ALC. Il 24 luglio 2014, in una risposta al presidente della Confederazione concordata con gli Stati membri dell’UE, la signora Catherine Ashton, all’epoca commissario UE per gli affari esteri, ha comunicato alla Svizzera che i negoziati finalizzati all’introduzione di tetti massimi e contingenti come pure della priorità dei lavoratori residenti sono contrari al principio della libera circolazione e che pertanto l’UE non poteva accogliere la richiesta della Svizzera. L’11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha ciononostante adottato un mandato negoziale con l’obiettivo di attuare la regolazione dell’immigrazione in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera, prevista dall’articolo 121a Cost., e di proseguire nel contempo la via bilaterale.

Il 2 febbraio 2015 il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e l’allora presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga hanno convenuto sulla necessità di procedere a consultazioni tese a trovare una soluzione praticabile per ambo le parti, che permettesse sia di attuare il mandato costituzionale dell’articolo 121a Cost. sia di proseguire la via bilaterale. Le parti hanno concordato di voler raggiungere una soluzione consensuale basata su un’interpretazione comune della clausola di salvaguardia vigente (art. 14 par. 2 ALC). Tale soluzione avrebbe dovuto conciliare le esigenze dell’ALC e quelle della Costituzione federale. Da febbraio 2015 a settembre 2016, tra l’UE e la Svizzera si sono svolte 15 tornate di consultazione. Dopo l’esito della votazione sull’uscita della Gran Bretagna dall’Europa (Brexit), è risultato chiaro che in un prossimo futuro le trattative con l’UE su un adeguamento dell’ALC sono probabilmente votate all’insuccesso.