Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/79: Approvazione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società · 19 pagine

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Alla fine di giugno 2017 la Convenzione di Faro era stata ratificata da 17 Stati (Armenia, Bosnia e Erzegovina, Croazia, Georgia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Montenegro, Norvegia, Austria, Portogallo, Repubblica Moldava, Serbia, Repubblica Slovacca, Slovenia, Macedonia, Ucraina). Sei Stati hanno firmato la Convenzione, ma non l’hanno ancora ratificata (Albania, Belgio, Bulgaria, Finlandia, Italia, San Marino).

1.3 Risultato dei negoziati

La Convenzione di Faro è una convenzione quadro che definisce obiettivi e campi d’azione generali e fornisce alle Parti indicazioni per l’impostazione della loro politica culturale. Il testo non crea tuttavia nessun obbligo specifico d’intervento. Gli Stati rimangono liberi di optare per quelle procedure che meglio rispondono al loro sistema politico e alle loro tradizioni.

Con essa il Consiglio d’Europa mette a disposizione degli Stati membri uno strumento votato a una concezione moderna di patrimonio culturale che persegue una politica integrata di preservazione e sviluppo, senza interferire nella sovranità degli Stati attraverso un’elevata densità normativa.

1.4 Sintesi del contenuto della Convenzione

La Convenzione di Faro parte da un’idea allargata di patrimonio culturale che comprende tutti gli aspetti dell’ambiente derivati dall’interazione nel tempo fra le persone e i luoghi. In questo modo tiene conto del patrimonio culturale sia materiale sia immateriale e digitale.

Essa intende il patrimonio culturale come risorsa fondamentale per la coesione sociale, il miglioramento dello spazio di vita comune e l’accrescimento della qualità della vita. Chiede di creare delle condizioni quadro che permettano di porre il patrimonio culturale al centro dell’attenzione sociale e di consentire a un vasto pubblico di accedere liberamente a tale patrimonio e di parteciparvi democraticamente. Riconosce il diritto individuale dell’uomo al patrimonio culturale, in quanto parte del diritto di partecipare liberamente alla vita culturale, diritto sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite del 1948 (art. 27) e dal Patto internazionale del 16 dicembre 1966 relativo ai diritti economici, sociali e culturali3 (art. 15).

La Convenzione di Faro è concepita come un sistema quadro paneuropeo per le politiche sul patrimonio culturale e ha lo scopo di completare e rafforzare gli strumenti del Consiglio d’Europa esistenti nell’ambito del patrimonio culturale. In quanto convenzione quadro, definisce gli obiettivi superiori e identifica campi in cui intervenire. Non contiene disposizioni immediatamente applicabili e non impone misure concrete. Impegna le Parti in maniera generale a riconoscere il contributo del

3 RS 0.103.1