Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/79: Approvazione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società · 19 pagine

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patrimonio culturale per la società e a promuovere la responsabilità condivisa per questo patrimonio e la partecipazione del pubblico a quest’ultimo. Per la sua applicazione, la Convenzione lascia ampio margine d’azione agli Stati aderenti.

In virtù della ripartizione delle competenze in materia di cultura sancita dalla Costituzione, in Svizzera la Convenzione di Faro interessa sia la Confederazione sia i Cantoni, i quali decidono autonomamente come promuoverne gli obiettivi nella propria politica e nei propri atti normativi. All’articolo 6 lettera c, la Convenzione stabilisce inoltre esplicitamente che non potrà essere in alcun modo interpretata come avente lo scopo di creare diritti azionabili.

In modo specifico impegna le Parti a sviluppare una funzione di monitoraggio (rilevamento e messa a disposizione di informazioni su legislazioni, politiche e pratiche; art. 15).

1.5 Valutazione

In qualità di convenzione quadro, la Convenzione di Faro include gli strumenti del Consiglio d’Europa esistenti in materia di patrimonio culturale. Essa riprende il principio sancito dalla Convenzione culturale europea del 19 dicembre 19544 del «patrimonio comune dell’Europa». Mentre la Convenzione europea del 3 ottobre 1985 per la salvaguardia del patrimonio architettonico5 e la Convenzione europea del 16 gennaio 1992 per la salvaguardia del patrimonio archeologico6 si concentrano su come proteggere il patrimonio architettonico e archeologico, la Convenzione di Faro si chiede a quale scopo e per chi occorra preservare il patrimonio culturale europeo ponendo in primo piano l’importanza di tale patrimonio per la società odierna.

Per il suo approccio specifico, la Convenzione di Faro si distingue dagli strumenti dell’UNESCO in materia di salvaguardia dei beni culturali, trasferimento dei beni culturali, patrimonio mondiale e patrimonio culturale immateriale7, che pongono l’accento sull’allestimento di liste e inventari di singole categorie e sulla loro protezione, preservazione, trasmissione e il loro sviluppo. L’attenzione della Convenzione di Faro si concentra sull’essere umano e il suo rapporto con il patrimonio culturale nonché sul contesto culturale.

Segnata dalle esperienze durante i conflitti dei Balcani negli anni 1990, la Convenzione si oppone con risolutezza a qualsiasi forma di strumentalizzazione del patri-

4 RS 0.440.1

5 RS 0.440.4

6 RS 0.440.5

7 Convenzione dell’Aia del 14 maggio 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (RS 0.520.3); Secondo Protocollo del 26 marzo 1999 relativo alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (RS 0.520.33); Convenzione del 14 novembre 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali (RS 0.444.1); Convenzione del 23 novembre 1972 per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale (RS 0.451.41); Convenzione del 17 ottobre 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (RS 0.440.6); Convenzione del 20 ottobre 2005 sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali (RS 0.440.8).