Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/85: Revisione parziale dell'ordinanza sulle armi ai fini della trasposizione della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi · 21 pagine

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Sintesi

La maggioranza dei Cantoni e dei partiti si esprime in linea di principio a favore della revisione parziale dell’ordinanza sulle armi contenuta nell’avamprogetto, anche se con delle riserve. Diversi Cantoni affermano di approvare l’avamprogetto solo perché i vantaggi di aderire all’Accordo di associazione a Schengen superano gli inconvenienti del recepimento automatico dello sviluppo dell’acquis di Schengen.

La maggioranza dei Cantoni ed alcune organizzazioni esprimono come principale riserva il fatto che la trasposizione dell’avamprogetto comporterebbe spese supplementari significative, dovute all’aumento per i Cantoni degli oneri amministrativi e di controllo. Viene richiesto che le eventuali spese supplementari e i maggiori costi di personale siano indennizzati dalla Confederazione. A sostegno dei Cantoni si chiede anche l’elaborazione di soluzioni IT attuabili, che garantiscano che le comunicazioni elettroniche dei commercianti di armi siano standardizzate e che debbano essere trattate manualmente dagli uffici cantonali delle armi solo in minima misura. Si solleva anche la questione della possibilità di realizzare l’infrastruttura per l’attestazione di tiro o per la prova dell’appartenenza ad una società di tiro e per la comunicazione elettronica alle autorità cantonali degli importatori di armi e dei commercianti di armi entro l’entrata in vigore, ovvero il termine di trasposizione del 14 dicembre 2019, a causa dei necessari adeguamenti del software.

Secondo alcuni partecipanti alla consultazione, segnatamente il PS, le proposte di adeguamento in questo avamprogetto non si spingono abbastanza oltre. Le disposizioni della nuova direttiva UE sulle armi andrebbero incluse maggiormente nella presente revisione parziale dell’ordinanza sulle armi e conseguentemente integrate.

I Cantoni di Turgovia, Svitto e del Ticino, l’UDC, le associazioni di tiratori e le società di tiro respingono espressamente l’avamprogetto ritenendo che le modifiche del diritto in materia di armi non siano adatte a prevenire attacchi terroristici o a contribuire ad una maggiore sicurezza e che con il presente avamprogetto di modifica dell’ordinanza sulle armi ci si sia spinti in parte ben oltre gli inasprimenti prescritti dalla direttiva UE sulle armi, disattendendo puntualmente il principio annunciato dal Consiglio federale di una trasposizione pragmatica.