Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/5: Legge federale sulla cooperazione e la mobilità internazionale in materia di formazione · 19 pagine

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l’innovazione, SEFRI (mobilità e scambi internazionali) e l’Ufficio federale della cultura, UFC (mobilità e scambi nazionali).

Vari Cantoni e la CDPE partono dal presupposto che la Confederazione metterà a

disposizione mezzi sufficienti per gli scambi e la mobilità sia a livello nazionale che a livello internazionale (UR, OW, NW, ZG, AI). VD lo chiede esplicitamente e NE ritiene che manchi la volontà di mettere a disposizione più mezzi per la mobilità internazionale. OW, NW, AI e CDPE partono dal principio che la revisione di legge non implichi alcun cambiamento per quanto riguarda i crediti già stanziati secondo il diritto vigente e che sarà previsto un credito supplementare per la formazione professionale, dato che al momento non esiste un budget specifico in merito. LU ritiene che siano da mettere a disposizione mezzi sufficienti per gli scambi intercantonali durante la scuola dell’obbligo.

SH sostiene l’importanza di mantenere uno scambio con tutte le parti interessate

nell’impostazione della politica di promozione. BS parte dal presupposto che saranno

coinvolte le istituzioni della formazione corrispondenti per quanto riguarda le attività

promosse. Per AR va garantito che sul piano esecutivo i Cantoni vengano coinvolti o sentiti tempestivamente. VD si aspetta che sia avviata una procedura di consultazione per la relativa ordinanza.

3.2 Pareri dei partiti politici

PBD, PPD, PLR, PVL e PS sono favorevoli in linea di massima all’avamprogetto. L’UDC approva l’avamprogetto a grandi linee se ciò consente di promuovere programmi di scambio con Paesi leader al di fuori dell’UE e di ridurre l’associazione ai programmi dell’UE.

PBD, PPD e PLR evidenziano l’importanza della cooperazione e della mobilità internazionali per la politica svizzera in materia di formazione. PPD e PVL ne sottolineano inoltre

l’importanza per il mantenimento della posizione di spicco a livello mondiale della Svizzera nel settore ERI e del suo posizionamento come piazza intellettuale e industriale competitiva a livello internazionale. Ritengono quindi giusto che la cooperazione e la mobilità

internazionali in materia di formazione siano garantite e sviluppate ulteriormente sul lungo periodo. Il PS sottolinea l’importanza della mobilità e degli scambi non solo per l’economia, ma anche dal punto di vista culturale e sul piano delle competenze individuali. Ritiene quindi essenziale che la Confederazione continui ad adoperarsi e a rafforzare il suo impegno in questo ambito. L’UDC è contro l’estensione della mobilità, che porta a un massiccio aumento dei costi, ma non respinge una riallocazione dei mezzi a favore dei programmi di scambio con Paesi leader al di fuori dell’UE.

L’aumentata flessibilità e autonomia e le più ampie opzioni di intervento per la politica di promozione della Confederazione vengono in generale accolte positivamente da PBD, PLR, PVL e PS. Il PVL accoglie inoltre favorevolmente la maggior coerenza degli strumenti e l’UDC il rafforzamento delle opzioni strategiche di intervento nell’ambito dei programmi di promozione. PBD, PLR, PVL e PS approvano il fatto che gli strumenti di promozione siano formalmente svincolati dalla partecipazione ai programmi di formazione dell’UE. L’iscrizione in maniera equivalente degli strumenti di promozione a livello di legge è accolta

favorevolmente da PBD, PLR, PVL, UDC e PS. PBD, PPD, PLR e PVL concordano con la possibilità di portare avanti programmi e progetti svizzeri. L’UDC respinge la dipendenza delle istituzioni di formazione e di ricerca svizzere dall’UE e da singoli programmi e approva pertanto la creazione di condizioni quadro per proprie forme di cooperazione al di fuori dell’UE.

Il PBD osserva che il legame con il contesto europeo è da considerarsi più importante delle soluzioni svizzere. Ritiene che la politica della formazione svizzera dovrebbe continuare a essere focalizzata sull’Europa e ricorda che la presente revisione totale si è resa necessaria a seguito degli sviluppi politici interni.