Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/62: Iv.pa. 17.412 «Eque opportunità per la prima infanzia» · 16 pagine
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Un ruolo importante in questo contesto è svolto dalla situazione socioeconomica della famiglia di provenienza3. Spesso simili ritardi dello sviluppo non possono essere annullati e hanno un impatto negativo sulla vita e sul percorso formativo dell’interessato. I bambini svantaggiati crescono in un ambiente difficile, caratterizzato da ristrettezze finanziarie, alloggi angusti e isolamento sociale, senza che i loro genitori dispongano delle necessarie risorse per offrire ai figli opportunità esperienziali e di apprendimento consone all’età del bambino né un contesto che ne promuova la salute. Numerosi studi attestano peraltro l’importanza del sostegno alla prima infanzia per lo sviluppo fisico, psichico e sociale del bambino, sottolineando inoltre come uno sviluppo sfavorevole comporti conseguenze negative per l’individuo e la società4.
La politica svizzera dell’infanzia e della gioventù è caratterizzata dalla suddivisione federalista dei compiti tra Confederazione, Cantoni e Comuni ed è strettamente legata all’attività di organizzazioni non governative e soggetti privati. In linea con tale ripartizione dei compiti e delle competenze, la politica della prima infanzia, in quanto parte integrante della politica dell’infanzia e della gioventù, è principalmente di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Sotto il profilo dei contenuti, la politica della prima infanzia si interseca peraltro con la politica formativa, sociale, sanitaria e d’integrazione, ricadendo quindi sotto la responsabilità di vari uffici e servizi5.
I Cantoni, le Città e i Comuni hanno sinora adottato provvedimenti e strategie assai diversi nel campo della politica della prima infanzia. Si riscontrano grandi differenze tanto in termini di ampiezza dell’offerta, quanto riguardo al ruolo svolto dai Cantoni nell’ambito dell’attuazione. Mentre alcuni Cantoni dirigono e coordinano essi stessi l’attuazione dei provvedimenti, altri hanno affidato tale competenza in primo luogo ai Comuni, senza contare che anche sul piano comunale si riscontrano un’elevata frammentazione delle competenze. Nel rapporto dell’aprile 2018 sui risultati del Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà 2014–2018, il Consiglio federale giunge pertanto alla conclusione che, per accrescere l’efficacia potenziale del sostegno alla prima infanzia, occorre coordinare meglio le offerte dei vari soggetti operanti nei settori della sanità, della socialità, dell’educazione e dell’integrazione. Auspica inoltre che i Comuni si coordinino meglio con i Cantoni e intensifichino i rapporti fra loro6.
La base legale delle misure federali di promovimento della collaborazione e di sviluppo delle competenze in materia di politica dell’infanzia e della gioventù è costituita dalla LPAG. Per quanto riguarda gli aiuti finanziari per le attività
3 Stern Susanne / Schwab Cammarano Stéphanie (2018): Sostegno alla prima infanzia: Una guida per i Comuni piccoli e medi. Berna: Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Programma nazionale di prevenzione e lotta alla povertà / UFAS.
4 Ufficio federale della sanità pubblica (2018): Promozione della salute e prevenzione nella prima infanzia. Berna.
5 Sul piano federale la responsabilità della politica della prima infanzia è ad esempio condivisa dall’Ufficio federale della sanità pubblica, dall’Ufficio federale della cultura, dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, dalla Segreteria di Stato della migrazione e dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione. Sul piano intercantonale si occupano del tema la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali, la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione e la Conferenza dei direttori cantonali della sanità.
6 Consiglio federale (2018) (cfr. nota 2).