Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/33: Modifica dell'Ordinanza sull'assicurazione malattia (OAMal) e dell'Ordinanza sulle prestazioni (OPre); Autorizzazione dei podologi come fornitori di prestazioni nel quadro dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS); contributo ai costi ospedalieri · 22 pagine

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essere necessari altri trattamenti semplici, che andrebbero eseguiti su indicazione del medico e quindi dietro prescrizione medica e rimborsati dall’AOMS. MFÄF osserva che la limitazione prevista per le prestazioni di podologia curativa è controproducente e non impedirà un aumento dei costi a carico dell’AOMS. Anche mfe critica il numero di sedute rimborsate per anno civile e lo considera eccessivamente restrittivo; ogni situazione deve essere valutata individualmente per definire un programma di accompagnamento e quindi il numero di sedute indispensabili annualmente. Il numero di sedute necessarie deve essere determinato in base al quadro clinico del/la paziente. Secondo SMVS, le limitazioni riguardanti il numero di sedute sono inadeguate. A suo parere, occorre effettuare una rettifica che sopprima tali limitazioni. Anche AGD considera molto limitato il numero di sedute per anno civile, soprattutto in considerazione della varietà di situazioni individuali, e pertanto chiede di raddoppiare il numero di sedute. Secondo AFD, la limitazione del numero di sedute per anno aumenta i rischi di complicanze che portano all’amputazione, in contraddizione con l’argomento di base consistente nella volontà di controllare e ridurre i costi a lungo termine. DV considera molto limitato il numero di sedute per anno civile, specialmente in considerazione della varietà di situazioni individuali. Propone però di mantenere il numero di sedute proposto, poiché su un orizzonte decennale consente di compensare l’aumento dei costi, visti i risparmi realizzati grazie alle complicanze evitate. Tuttavia, suggerisce di riesaminare tale numero tra qualche anno. Anche RSVD considera eccessivamente restrittivo il numero di sedute previsto. SGED chiede che il numero di sedute rimborsate venga adeguato alla soglia di rischio dei pazienti e ritiene che non debba essere elencato come numero massimo. Inoltre, il numero di sedute rimborsate dovrebbe essere accoppiato alla prescrizione medica. Come limitazione si potrebbe prevedere una valutazione del fabbisogno da parte del medico di fiducia.

Mfe propone inoltre, invece di una limitazione del numero di sedute rimborsate, di differenziare la presa a carico dei pazienti tra prevenzione e trattamento nel contesto di una patologia specifica. La prevenzione abbinata ad una presa a carico precoce dei pazienti consente di evitare o ridurre le complicanze. Quindi, le cure mediche podologiche dispensate da professionisti specializzati come i podologi consentono di prevenire un peggioramento del quadro clinico con conseguente ospedalizzazione prolungata. Se si considera l’elemento terapeutico, una volta che sono state diagnosticate complicanze, la/il paziente deve essere seguita/o e curata/o più assiduamente per un periodo che deve essere determinato dal medico in funzione del quadro clinico specifico. I podologi possono prodigare cure specifiche adeguate. In ambedue i casi, un accompagnamento più assiduo anche da parte di una podologa/un podologo aiuta a ridurre un rischio ancora più grave di infezione e cancrena, e quindi di un’ospedalizzazione spesso di lunga durata. Per ridurre questo rischio, i podologi devono poter dispensare cure specifiche adeguate. Anche un fornitore di prestazioni (Feetness GmbH) ritiene che il numero di sedute sia insufficiente nella maggior parte dei casi, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, e chiede di prevedere in maniera generale che le cure siano ordinate dietro prescrizione medica.

Grüne Schweiz osserva che il numero di sedute è definito in maniera molto restrittiva. Anche secondo il PSS, il numero di sedute rimborsate non è né sufficiente né adeguato, soprattutto in considerazione della varietà di situazioni individuali. L’UDC approva il numero massimo di sedute previste annualmente, per evitare perlomeno in parte un aumento quantitativo. Inoltre, osserva che nell’ambito della procedura di consultazione si sarebbe dovuto specificare un numero concreto e motivare la sua fissazione. Il PPD approva la prevista limitazione a un numero massimo di terapie all’anno, per evitare un aumento quantitativo.

L’USS reputa che le due e quattro sedute previste non siano sufficienti per garantire cure adeguate.

Pro Senectute pensa che questa regola sia troppo rigida, e che non tenga conto della varietà dei rischi individuali per la salute dei pazienti. Propone dunque di limitare il numero massimo di sedute rimborsate in base alla prescrizione medica, anziché all’anno civile. AFD