Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/33: Modifica dell'Ordinanza sull'assicurazione malattia (OAMal) e dell'Ordinanza sulle prestazioni (OPre); Autorizzazione dei podologi come fornitori di prestazioni nel quadro dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS); contributo ai costi ospedalieri · 22 pagine
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ma la scuola specializzata superiore che li rilascia. FR osserva che attualmente in Svizzera esistono già podologi esercitanti con una formazione di base non conforme ai requisiti della OAMal, ma dispongono di un’autorizzazione cantonale all’esercizio della professione che permette loro di occuparsi di persone a rischio. Anche TI chiede di non escludere determinati podologi che vantano una formazione specifica in podologia ma di una scuola diversa.
L’OPS e una fornitrice di prestazioni (Saskia Kaiser) avvertono che solitamente in podologia non si parla di «autorizzazione cantonale» («kantonale Zulassung») ma di «autorizzazione cantonale all'esercizio della professione» («kantonale Berufsausübungsbewilligung»). L’USS approva sia l’autorizzazione dei podologi SSS a esercitare in nome e per conto proprio dietro prescrizione medica, prevista nell’OAMal, sia la definizione nell’OPre dell’assunzione dei costi delle prestazioni di pedicure medica. Anche SGED è a favore del riconoscimento dei podologi nel quadro della LAMal. Secondo SPV-BE, la Svizzera romanda e il Ticino non conoscerebbero l’attestato di podologo AFC, e nemmeno il diploma di podologo SPV. Perciò, l’attuazione dell’ordinanza creerebbe inevitabilmente dei problemi nella Svizzera tedesca, a cominciare dal fatto che vi è un numero insufficiente di podologi SSS. Pertanto sarebbe praticamente impossibile applicare l'ordinanza e per di più ci sarebbe una categoria professionale di podologi SSS autorizzati in virtù del diritto cantonale a trattare pazienti a rischio, ma che secondo l'ordinanza proposta non potrebbero fatturare a carico dell’AOMS. SPV-BE e tutti i fornitori di prestazioni chiedono di concedere l’autorizzazione anche ai podologi SPV. SMVS deplora che sia introdotta una distinzione così netta, che esclude dall’autorizzazione a prodigare cure podologiche specialistiche i podologi che pur non avendo un diploma SSS hanno comunque un’esperienza non di rado di lunga data.
L’SSR chiede di esaminare se non si debbano autorizzare a esercitare come fornitori di prestazioni anche i podologi AFC con formazione complementare.
3.4 Pareri sull’articolo 50c lettera b OAMal
ZH avverte che già oggi l’assistenza sanitaria podologica professionale non è garantita in modo capillare, poiché il numero di podologi SSS disponibili è insufficiente. Ponendo come esigenza supplementare due anni di attività professionale (come dipendente con tasso d’occupazione del 100 %) sotto responsabilità altrui dopo il conseguimento del diploma, si peggiorerebbe ulteriormente la situazione sanitaria, poiché attualmente, nel Cantone di Zurigo, il rilascio dell’autorizzazione al libero esercizio sotto la propria responsabilità professionale non richiede due anni di attività pratica sotto la responsabilità di uno specialista che soddisfa i requisiti. Nella Svizzera tedesca è offerto soltanto un percorso di studi parallelo all’attività professionale presso un unico istituto di formazione con sede nel Cantone di Argovia e basato sull'AFC. Questo percorso triennale è offerto soltanto una volta ogni tre anni. Per essere ammessi al percorso di studi, i candidati devono comprovare che lavorano almeno con un tasso di occupazione del 50 per cento in uno studio di podologia. Quest'attività pratica dovrebbe bastare per l’autorizzazione.
L’articolo 50c lettera b numero 3 OAMal non tiene conto della realtà della formazione, poiché gli istituti, i servizi Spitex e gli ospedali non possiedono studi di podologia e di norma non hanno nemmeno podologi alle loro dipendenze, e quindi non possono essere presi in considerazione per l’attività pratica di due anni richiesta. Questa soluzione creerebbe un ostacolo importante all’assolvimento di tale attività.
L’OPS contesta l’esigenza di un’attività pratica di due anni: a suo parere si tratta di una soluzione non praticabile e inadeguata. Durante la formazione SSS, gli studenti in pratica lavorano già sotto la responsabilità altrui. Quindi, alla fine della formazione, i diplomandi dispongono già di almeno sei anni di esperienza pratica in uno studio di podologia. Se si volesse comunque insistere sull’esigenza di due anni di attività sotto la responsabilità di una podologa / un podologo già autorizzato a fatturare a carico dell’AOMS, l’OPS propone che a tal