Rapporto esplicativo

Consultazione 2020/41: Legge federale sulle pigioni e sui fitti durante le chiusure aziendali e le limitazioni ordinate per combattere il coronavirus (COVID-19) (Legge sulle pigioni commerciali COVID-19) · 18 pagine

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giugno 2018) dovrà essere attuata nei tempi previsti e nel rispetto degli obiettivi finanziari, primariamente nei preventivi per il 2023 e il 2024. Se questo compito supplementare dovesse comportare adeguamenti nella riforma strutturale dell’UFAB, occorrerà valutare se il decreto del Consiglio federale del 1° giugno 2018 vada adeguato in determinati punti.

3.2 Ripercussioni sull’economia

Le due mozioni mirano a garantire che le strutture e le aziende pubbliche interessate non siano costrette a dichiarare il fallimento in seguito alla chiusura o alla limitazione delle attività. Tramite il riferimento all’articolo 100 della Costituzione federale vengono anche sanciti gli obiettivi di politica congiunturale e macroeconomica perseguiti con il presente progetto di legge. La regolamentazione proposta impone però ai locatori di rinunciare a riscuotere parte delle pigioni o dei fitti. Poiché i dati sugli affitti commerciali sono tutt’al più disponibili in forma approssimativa, le ripercussioni finanziarie di queste disposizioni devono essere stimate sulla base di ipotesi. Secondo le stime dell’agenzia di consulenza Wüest Partner presentate all’inizio di maggio 2020, le chiusure ordinate riguardano circa 80 000 rapporti locativi nei settori della vendita, della ristorazione e del commercio (pari a circa il 40 % dei rapporti di locazione e affitto del settore commerciale). Di questi circa 80 000 rapporti di locazione e affitto, pressoché il 94 per cento sarà sicuramente soggetto alla regolamentazione prevista perché in questi casi le pigioni e i fitti non superano i 15 000 franchi. Questo 94 per cento corrisponde però soltanto al 43 per cento del volume totale delle pigioni e dei fitti.

Supponendo che la normativa venga applicata normalmente per due mesi, il costo complessivo per i locatori dovrebbe aggirarsi intorno ai 212 milioni di franchi. In tale contesto sono state fatte alcune ipotesi sulla percentuale di parti contraenti che potrebbero optare per una deroga a queste disposizioni. Sono inoltre già stati detratti (sempre sulla base di ipotesi) i fondi previsti in situazioni di necessità economica e le riduzioni facoltative delle pigioni e dei fitti. I 212 milioni di franchi menzionati rappresentano circa l’1,6 per cento del totale delle pigioni commerciali percepite annualmente. Questi dati si basano su stime e calcoli effettuati all’inizio di maggio. Nel quadro del monitoraggio deciso dal Consiglio federale saranno presumibilmente rilevati dati più attendibili che consentiranno di fornire nel messaggio indicazioni più precise al riguardo.

3.3 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni, per le città, gli agglomerati e le regioni di montagna

La normativa proposta si ripercuoterà sui rapporti di locazione e affitto dell’intera Svizzera. L’impatto sarà probabilmente maggiore nelle regioni con una più alta concentrazione di aziende e strutture sanitarie, soprattutto nelle aree urbane.

4 Rapporto con il programma di legislatura e le strategie del Consiglio federale

4.1 Rapporto con il programma di legislatura

Il progetto non è annunciato nel messaggio del 29 gennaio 202014 sul programma di legislatura 2019– 2023. È una conseguenza diretta dell’approvazione da parte del Parlamento delle due mozioni dello stesso tenore CET-N 20.3451 e CET-S 20.3460 «Pigioni commerciali dei ristoranti e di altre aziende interessati dalla chiusura. I locatari dovrebbero pagare soltanto il 40 per cento della pigione».

4.2 Rapporto con le strategie del Consiglio federale

Le mozioni approvate dal Parlamento sono finalizzate a evitare un’ondata di procedure legali e di fallimenti delle strutture e delle aziende pubbliche interessate. Anziché attuare le misure richieste dalle mozioni, il Consiglio federale ha preferito puntare sui negoziati tra le parti contraenti in modo da agevolare soluzioni adeguate ai casi individuali. Si è inoltre riservato la possibilità di proporre altre misure, se necessario, in base ai risultati del monitoraggio che ha commissionato al DEFR e al DFF l’8 aprile 2020.

14 FF 2020 1565