Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/41: Legge federale sulle pigioni e sui fitti durante le chiusure aziendali e le limitazioni ordinate per combattere il coronavirus (COVID-19) (Legge sulle pigioni commerciali COVID-19) · 23 pagine

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Legge sulle pigioni commerciali COVID-19: rapporto sui risultati della consultazione

diretta a chiudere (o a limitare la loro attività). Sarebbe quindi giustificato e auspicabile estendere la soluzione proposta ad altre aziende colpite indirettamente (anche al di fuori del settore sanitario).

5.1.3. Strutture sanitarie (art. 1 cpv. 1 lett. b, cfr. anche art. 6)

Vari partecipanti (tra cui la HEV) criticano l’inclusione generale di tutte le strutture sanitarie e ritengono che sia necessario differenziare, se non addirittura eliminare, questa dicitura. Varie strutture sanitarie, per esempio medici, dentisti e chirurgi estetici, dicono, hanno potuto compensare in seguito la temporanea perdita di fatturato.

5.2. Campo d’applicazione (art. 2)

5.2.1. Limite massimo di 20 000 franchi

Vari partecipanti criticano il limite di 20 000 franchi, che considerano arbitrario. AI chiede che sia abbassato a 15 000 franchi. Secondo la SVIT il limite di 20 000 franchi è troppo alto a causa delle spese accessorie, spesso molto elevate. Il limite massimo di 20 000 franchi al mese, ossia di 240 000 all’anno (escluse le spese accessorie), consentirebbe di beneficiare della riduzione delle pigioni prevista dal Parlamento non solo alle aziende di piccole e medie dimensioni, ma anche alle grandi catene, finanziariamente in ottima salute e attive a livello internazionale o perfino mondiale.

Alcuni rappresentanti del settore dell’organizzazione di eventi o del settore culturale ritengono invece che il limite di 20 000 franchi sia troppo basso per quanto li riguarda. Per Handelsverband.swiss e Swiss Retail Federation ciò vale anche per aziende che per la loro attività devono disporre di ampie superfici (per es. negozi di giardinaggio o negozi di mobili) senza per questo rientrare nel segmento di lusso. Coop Società Cooperativa osserva che il limite massimo di 20 000 franchi è problematico anche per i locatari generali, che non potrebbero chiedere una riduzione della pigione ma dovrebbero tuttavia concederla ai sublocatari. Un gestore di ristoranti auspica di eliminare il limite massimo, perché fissando questo limite gli ambienti politici rischiano di favorire l’apertura di procedimenti giudiziari nonostante la legge sulle pigioni commerciali COVID-19.

Infine, i partecipanti chiedono che nella legge sia specificato che la pigione netta o il fitto netto è determinante non soltanto per la riduzione della pigione o del fitto, ma anche per il campo d’applicazione (Gastrosuisse e altre associazioni della ristorazione e dell’albergheria).

5.2.2. Cosa locata vs. contratto di locazione

Il rapporto esplicativo precisa che il limite di 15 000 e di 20 000 franchi è da intendersi per oggetto e non per contratto. Varie associazioni immobiliari (tra cui ASIP, SVIT, VIS) e rappresentanti del settore immobiliare e dei servizi finanziari propongono che il limite valga per il contratto di locazione. Solo così si può escludere che per un gran numero di oggetti locati in uno o più immobili venga chiesta una riduzione per ogni oggetto e venga più volte superato il limite massimo di 20 000 franchi. La CATEF osserva che le aziende vincolate a contratti con una pigione superiore ai 20 000 franchi sono imprese di grandi dimensioni. Il limite massimo di 20 000 franchi dovrebbe pertanto applicarsi al contratto e non all’oggetto.

Per altri partecipanti, tra cui Coop Società Cooperativa, bisognerebbe invece procedere a una suddivisione in modo che la pigione complessiva possa essere ripartita tra i singoli locali commerciali (cfr. anche qui di seguito).

5.2.3. Elenco delle strutture e aziende e parziale chiusura (art. 2 lett. a–f)

Ha suscitato l’insoddisfazione generale l’elenco non esaustivo proposto delle strutture e aziende accessibili al pubblico. Dato che l’elenco cita soltanto degli esempi, non è chiaro quali

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