Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/41: Legge federale sulle pigioni e sui fitti durante le chiusure aziendali e le limitazioni ordinate per combattere il coronavirus (COVID-19) (Legge sulle pigioni commerciali COVID-19) · 23 pagine

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Legge sulle pigioni commerciali COVID-19: rapporto sui risultati della consultazione

Hanno presentato il loro parere anche oltre 100 organizzazioni, imprese e privati non interpellati.

3. Sintesi dei risultati

Delle 178 risposte ricevute, 174 contenevano un parere sui contenuti del progetto.

Sono pervenuti 65 pareri favorevoli, 100 contrari e nove in parte favorevoli / in parte contrari. Si sono espressi favorevolmente otto Cantoni (AI, BS, FR, GL, GR, NE, SO, VD), 4 partiti politici rappresentati nell’Assemblea federale (PPD, PEV, i Verdi e il PSS), un’associazione mantello nazionale dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, due associazioni mantello nazionali dell’economia, sette altre organizzazioni interessate e 41 altri partecipanti (non interpellati).

Di contro, l’avamprogetto è stato respinto da undici Cantoni (AR, BL, GE, LU, NW, OW, SZ, TG, UR, ZG, ZH), tre partiti politici (PLR, UDC e Giovani UDC di Soletta), due associazioni mantello nazionali dell’economia, sette altre organizzazioni interessate e 78 altri partecipanti (non interpellati).

Sei Cantoni (AG, BE, SG, SH, TI, VS) e un partito politico (pvl) non hanno preso posizione in maniera netta, indicando sia i vantaggi che gli svantaggi dell’avamprogetto. Il pvl auspica un approccio diverso, maggiormente basato sugli incentivi.

I partecipanti che si sono espressi favorevolmente sottolineano che la normativa proposta crea chiarezza e certezza del diritto in particolare per le parti contraenti che non sono giunte a un accordo. Trattandosi di una soluzione di emergenza temporanea, l’ingerenza nei diritti fondamentali è a loro avviso proporzionata. Varie associazioni di settore i cui membri non hanno dovuto chiudere a seguito dei provvedimenti adottati per combattere il coronavirus, ma hanno dovuto ridurre notevolmente la loro attività chiedono un’estensione del campo d’applicazione del progetto ai loro settori (segnatamente alle aziende alberghiere, alle aziende di catering e di organizzazione eventi nonché alle agenzie viaggi).

I pareri negativi rilevano che la massiccia ingerenza dello Stato nei rapporti contrattuali privati è sproporzionata rispetto all’utilità che ne deriverebbe per l’economia svizzera. Secondo questi pareri, la legge viola i diritti di proprietà e la libertà economica ed è inoltre discriminatoria perché non distingue tra i vari tipi di locatori e di locatari. Viene criticata anche l’assenza di una base costituzionale per la legge proposta, e in particolare viene osservato che non sussiste nessun interesse pubblico e che la legge non è adeguata a influire positivamente sulla congiuntura. Una legge federale con una chiave di ripartizione generale del 40/60 per cento non tiene conto della varietà delle situazioni dei locatori e dei locatari. Certi locatari beneficerebbero della legge pur non trovandosi in una situazione di necessità economica. Alcuni partecipanti menzionano gli accordi amichevoli tra le parti contraenti e i sistemi di sostegno cantonali (presenti soprattutto nella Svizzera romanda), che in qualche caso prevedono soluzioni ancora più generose, oppure respingono l’applicazione del progetto alle strutture sanitarie, avendo queste subito solo una limitazione dell’attività.

Sia i partecipanti favorevoli che quelli contrari ritengono che sia necessario chiarire le eccezioni dal campo d’applicazione della legge, laddove alcuni vorrebbero ampliarne e altri ridurne la portata. Alcuni partecipanti chiedono di estendere le eccezioni a ogni tipo di accordo, compresi quelli che si riferiscono per esempio a un pagamento rateale. Altri propongono che siano esclusi dal campo d’applicazione della legge soltanto quegli accordi che per i locatari sono più vantaggiosi della legge. Vari partecipanti chiedono che la legge definisca la pigione lorda o il fitto lordo (spese accessorie comprese) anziché la pigione netta o il fitto netto come pigione o fitto determinante. Alcuni avanzano la richiesta di eliminare l’indennità per i locatori che si ritrovano in una situazione di necessità economica. Temono tra l’altro che l’onere burocratico per gestire questo fondo per casi di rigore non sia commisurato ai vantaggi che ne trarrebbero

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