Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/55: Modifica dell’ordinanza sui medicamenti veterinari e dell’ordinanza concernente il sistema d’informazione sugli antibiotici nella medicina veterinaria · 24 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 6Fedlex · Rapporto sui risultati

un livello basso e le misure sono state ampiamente esaurite, i valori di informazione e di segnalazione devono essere disattivati.

Su questa base dell’USC hanno inviato un parere anche le associazioni cantonali di Berna (BEBV) e Soletta (SOBV), SBLV e HOS.

Anche Apisuisse chiede una regolamentazione più vincolante delle importazioni. Visto che in Svizzera non c’è un veterinario specializzato in apicoltura, deve essere chiaro chi è autorizzato alle importazioni. SSPR, che rappresenta piccoli ruminanti, cervi e camelidi del nuovo mondo, ha un problema simile, anche se meno pronunciato.

Anche gli allevatori di suini (Suisseporcs), di capre (FSAC), i produttori di latte (SMP), i produttori di pollame (SGP), Gallosuisse e Swiss Beef, in questo documento da ora in poi indicati più volte come «(associazioni di) produttori di carne», si esprimono in maniera sostanzialmente positiva nei confronti della proposta. Affermano che la Svizzera è un mercato di piccole dimensioni per i medicamenti veterinari e potrebbe quindi accadere che non vi sia nessun medicamento veterinario omologato per determinate indicazioni o specie animali. Con il cambiamento di destinazione e l’importazione su due livelli di medicamenti veterinari non autorizzati in Svizzera si tiene conto di questa circostanza. Tuttavia, essi hanno fondamentalmente le stesse riserve delle associazioni di agricoltori. I produttori di pollame e SVGM fanno notare che il pollame è la terza specie animale più importante per l’agricoltura svizzera e che presenta alcune specificità, in particolare per i trattamenti di gruppo e la procedura di vaccinazione o in relazione alla fornitura di importanti sostanze attive. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di profilassi delle malattie o di situazioni di emergenza in assenza di registrazioni alternative. FSAC considera importante per l’allevamento e la detenzione dei caprini che si semplifichino l’importazione di medicamenti e il confezionamento parziale. Tuttavia, si oppone al fatto che la decornazione dei capretti sia resa più difficile.

Anche il servizio sanitario bovino (RGD) e il servizio sanitario svizzero per vitelli (SSV) accolgono con favore la revisione, soprattutto per quanto riguarda «l’agevolazione dell’importazione e del cambio di destinazione di medicamenti» con l’obiettivo di migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento. In riferimento alle misure per ridurre il consumo di antibiotici e prevenire la resistenza, essi ritengono opportuno non concentrarsi su singole aziende o studi veterinari, ma soprattutto sui metodi di produzione e di allevamento, in modo da evidenziare i problemi a monte.

Per le associazioni di allevatori alpini (SAB e SAV) è importante che non ci siano restrizioni alla costituzione di scorte e all’importazione di medicamenti veterinari da parte dei veterinari. Inoltre, si richiede una semplificazione dei controlli durante le visite alle aziende nel quadro della convenzione Mvet per le piccole aziende e gli alpi con una buona gestione. Esse dovrebbero aver luogo a valle in inverno ed essere prolungate a un ritmo biennale se la detenzione è ben gestita.

Le associazioni bio (Biosuisse, FiBL) e SMGP si concentrano soprattutto sulle misure preventive per animali sani e accolgono con favore tutte le misure che portano alla riduzione degli antibiotici nella detenzione. Fanno notare che l’attuale situazione giuridica permette solo che i medicamenti fitoterapici secondo formula siano prescritti dai veterinari e dispensati in farmacia e che ciò non è praticabile, soprattutto negli studi veterinari per animali da reddito.