Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/11: Ordinanza sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (OPMFV) · 24 pagine
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protezione dei minori, l’UFAS consideri anche le esperienze e le conoscenze maturate a livello internazionale.
Fds, JIM, ProCinema, ASC e ASCA propongono di modificare l’ultimo periodo dell’articolo 6 capoverso 3: l’UFAS può (ma non deve) impartire un termine per adeguare la regolamentazione per minori, da comunicare sotto forma di decisione.
3.7 Art. 7 – Requisiti per il sistema per il controllo dell’età prima del primo utilizzo (servizi di piattaforma)
ZH, UR, SZ, OW, BL, BS, SO e CDDGP affermano espressamente di considerare opportuni i requisiti stabiliti dall’avamprogetto per i servizi su richiesta e di piattaforma.
PIS deplora che le regole per il controllo dell’età per i servizi di piattaforma differiscano da quelle per i servizi su richiesta, poiché ciò non consente di proteggere i bambini più piccoli da contenuti non adatti alla loro età. In linea di principio, per PJ la distinzione tra le regole per i servizi di piattaforma e quelle per i servizi su richiesta si giustifica alla luce dell’alto numero di contenuti generati dagli utenti dei primi. Dal punto di vista della protezione dell’infanzia e della gioventù, tale soluzione appare tuttavia insoddisfacente. Per questo motivo, CFIG e DS esigono che i servizi di piattaforma debbano sottostare agli stessi requisiti per il controllo dell’età dei servizi su richiesta, vale a dire che siano tenuti a verificare non solo la maggiore l’età, bensì l’età esatta dell’utente. Secondo Infodrog, la procedura per il controllo dell’età deve garantire che soltanto le persone con l’età minima richiesta possano acquistare contenuti e/o accedervi. La FSP auspica una verifica approfondita dell’età da parte dei servizi di piattaforma o, in alternativa, perlomeno l’obbligo di un controllo preliminare dei contenuti o di un resoconto del numero di segnalazioni accolte trasmesse tramite il sistema di segnalazione. PSS e Partito Pirata approvano invece espressamente che i servizi di piattaforma possano rendere accessibili senza restrizioni contenuti adatti ai minori, poiché ciò consentirà anche in futuro agli utenti di accedere anonimamente alle piattaforme in questione. DigiGes chiede di riformulare il capoverso 1: per quanto riguarda il controllo dell’età, l’accento non va posto sul fatto che un servizio di piattaforma renda «accessibili contenuti non adatti ai minori», bensì sull’effettiva accessibilità ai minori (senza controllo) di tali contenuti. Il Partito Pirata considera insoddisfacente la formulazione del capoverso 1 e chiede lo stralcio dell’obbligo di identificazione o, perlomeno, l’adozione di un sistema di classificazione in base all’età attento alla protezione dei dati.
Per quanto concerne il controllo dell’età dei servizi di piattaforma, anche GR auspica una soluzione in grado di garantire la parsimonia dei dati, il che rappresenta una sfida sul piano tecnico. VD, CFIG e PIS chiedono di precisare espressamente che una procedura può essere considerata adeguata soltanto se rispetta i principi della protezione dei dati. USAM, digitalswitzerland e Swico fanno presente che i servizi di piattaforma già oggi bloccano i contenuti nocivi per i minori: l’obbligo di rivelare l’identità e di effettuare un login per accedere ai servizi di piattaforma appare pertanto eccessivo. A loro avviso, l’accesso a tali servizi deve restare possibile senza dover comunicare dati altamente personali o sottostare a laboriosi processi di verifica. Malgrado la revisione della legge federale sulla protezione dei dati, Partito Pirata e DigiGes ritengono che le limitazioni imposte alla riutilizzazione di dati (inclusa la profilazione) di documenti d’identità e di dati personali siano insufficienti. Anche qualora la LPMFV vietasse la riutilizzazione di tali dati ‒ cosa che peraltro non fa ‒, un tale divieto risulterebbe difficile da far applicare all’estero, e comunque in fin dei conti i servizi di piattaforma avrebbero a disposizione una quantità ancora maggiore di dati. Sempre secondo questi due partecipanti, non è chiaro come il controllo dell’età verrà implementato sul piano tecnico. Un Id-e rispettoso della protezione dei dati potrebbe costituire una soluzione tecnica praticabile, ma persino in un caso del genere un controllo generalizzato dell’età appare eccessivo; inoltre l’impiego dell’Id-e dovrebbe essere volontario.