Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/11: Ordinanza sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (OPMFV) · 24 pagine

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per il controllo dell’età non si può prescindere da una soluzione europea o internazionale, come ad esempio l’identità digitale prevista dall’UE. Asut e digitalswitzerland rilevano inoltre che occorre più tempo per predisporre le modifiche tecniche necessarie ai fini del controllo obbligatorio dell’età. Nel capoverso 2, il Partito Pirata chiede di sostituire «a una data successiva» con «mai». Sempre per quanto riguarda il capoverso 2, la SSR chiede di subordinare l’entrata in vigore degli articoli 1 e 2 alla disponibilità dell’indicazione dell’età minima e di descrittori di contenuto secondo l’articolo 6 LPMFV e di soluzioni tecnologiche per il controllo dell’età conformi alla protezione dei dati.

3.25 Richieste di disposizioni aggiuntive

Fds, JIM, ProCinema, SGDA, SIEA, ASC e ASCA sollecitano l’aggiunta di una disposizione di ordinanza relativa all’articolo 32 capoverso 2 LPMFV, che impone agli operatori dei settori dei film e dei videogiochi non membri delle organizzazioni di categoria del rispettivo settore di partecipare alle spese sostenute da queste organizzazioni per l’elaborazione e l’attuazione delle regolamentazioni per minori dichiarate vincolanti. Si tratterebbe del nuovo articolo 17a dell’ordinanza, del seguente tenore: «Se il Consiglio federale ha dichiarato vincolante una regolamentazione per minori, l’UFAS emana una decisione in cui stabilisce l’ammontare della partecipazione degli operatori non membri dell’organizzazione di categoria alle spese di quest’ultima. L’UFAS versa il suddetto ammontare all’organizzazione di categoria entro 30 giorni dall’emanazione della decisione. L’UFAS provvede a far applicare la decisione nei confronti dei rispettivi destinatari». Secondo i suddetti partecipanti, tale richiesta si giustifica in considerazione del fatto che l’organizzazione di categoria non dispone di rimedi giuridici per imporre la partecipazione alle spese ai non membri. Spetterebbe pertanto al Consiglio federale chiarire la partecipazione alle spese da parte degli operatori nel quadro della dichiarazione del carattere vincolante, e all’UFAS riscuotere i contributi alle spese presso i non affiliati all’organizzazione di categoria e versare a quest’ultima l’ammontare stabilito. Sarebbe compito dell’UFAS valutare le ripercussioni finanziarie di questa disposizione e integrare di conseguenza il numero 5.1 del rapporto esplicativo. Nell’articolo 5 dell’avamprogetto di ordinanza andrebbero eventualmente inserite disposizioni aggiuntive inerenti alla ripartizione delle spese prevista tra gli operatori nei settori dei film e dei videogiochi. Anche

asut, digitalswitzerland, suissedigital, Sunrise e Swisscom chiedono di completare in

tal senso l’ordinanza mediante norme esecutive relative all’articolo 32 capoverso 2 LPMFV.

L’ATPS chiede di modificare il titolo della sezione 3 («Procedura, dichiarazione del carattere vincolante e verifica regolare delle regolamentazioni per minori» anziché «Dichiarazione del carattere vincolante e verifica regolare delle regolamentazioni per minori») e di aggiungere un nuovo articolo concernente i requisiti inerenti alla procedura delle regolamentazioni per minori. In base a tale articolo, gli operatori sarebbero liberi di scegliere se applicare il sistema di classificazione in base all’età e i descrittori di contenuto delle organizzazioni di categoria, ottemperare in prima persona a tali obblighi nel rispetto degli standard settoriali riconosciuti o delegarne l’adempimento a terzi. Indipendentemente dalla procedura scelta e dai descrittori utilizzati, l’organizzazione di categoria dovrebbe inoltre garantire una possibilità di ricorso. Questi ricorsi verrebbero esaminati dalla stessa organizzazione di categoria, che avrebbe la facoltà di esortare gli operatori a porre rimedio alle lacune constatate entro un termine ragionevole. Mediante questa disposizione aggiuntiva, si intende impedire che con la classificazione in base all’età le organizzazioni di categoria sviluppino un nuovo modello aziendale proprio: considerata la grande quantità di contenuti on demand sempre nuovi, in brevissimo tempo esse si ritroverebbero oberate di lavoro.

Secondo MPA, Netflix e ATPS, la definizione di «descrittore di contenuto» fornita dall’articolo 5 lettera f LPMFV è superata, dato che nel frattempo soprattutto nel settore dei film si sono affermati piuttosto descrittori di testo o pittogrammi linguistici (al posto di quelli grafici); ciò andrebbe pertanto precisato nell’ordinanza.