Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/11: Ordinanza sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (OPMFV) · 24 pagine
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inoltre perlopiù considerate insufficienti. Viene infine chiesto di posticipare l’entrata in vigore delle nuove norme, in modo da poterla coordinare con il nuovo Id-e o avere più tempo a disposizione per i necessari adeguamenti tecnici.
Gli operatori del settore dei videogiochi criticano le condizioni stabilite per il controllo d’età, reputate le più intransigenti a livello mondiale e inapplicabili, soprattutto finché non verrà introdotta un’identità digitale europea. Fino ad allora, essi propongono di ricorrere in alternativa al sistema di controllo parentale. Analogamente ai rappresentanti del settore dei film, pure gli operatori del settore dei videogiochi considerano prevalentemente insufficienti le disposizioni in materia di rappresentatività ed esigono il rinvio dell’entrata in vigore dell’ordinanza.
Secondo le organizzazioni per la protezione dei minori, le organizzazioni giovanili e quelle per la lotta alle dipendenze nonché le commissioni extraparlamentari,
specialmente i requisiti per i servizi su richiesta e di piattaforma sono poco incisivi; inoltre occorre sancire espressamente nell’ordinanza disposizioni in materia di protezione dei dati. Esse auspicano altresì – come alcuni Cantoni – che la nozione di «contenuti non adatti ai minori» includa anche i contenuti che danneggiano la salute e lo sviluppo o incoraggiano un comportamento dannoso per la salute (dipendenza, autolesionismo, tentativi di suicidio, disturbi alimentari ecc.) e chiedono risorse sufficienti o maggiori per la prevenzione, da destinare a gruppi target specifici come ad esempio genitori, bambini e giovani.
3 Richieste e osservazioni relative alle singole disposizioni
Di seguito sono esposte le osservazioni, le proposte di modifica e i punti controversi in relazione alle singole disposizioni. I consensi taciti e la rinuncia a esprimersi su un articolo non sono menzionati. In generale, ci si limita a presentare gli argomenti principali dei singoli pareri; quelli particolarmente dettagliati vengono riportati soltanto nella misura in cui chiedono modifiche materiali concrete. Per tutti i dettagli si rimanda ai pareri pubblicati su Internet.
3.1 Art. 1 – Requisiti per il sistema per il controllo dell’età prima del primo utilizzo (servizi su richiesta)
Secondo CI Commerce de détail, la definizione di «servizio su richiesta» è poco chiara: Non è chiaro se la semplice vendita di link e codici di download nel commercio al dettaglio sia classificata come servizio a richiesta. Questa nozione andrebbe quindi precisata a livello di ordinanza.
ZH, UR, SZ, OW, BL, BS e CDDGP approvano espressamente i requisiti stabiliti dall’avamprogetto per i servizi su richiesta e di piattaforma.
Secondo SO, invece, il metodo per il controllo dell’età previsto per i servizi su richiesta è inefficace, in quanto può essere aggirato troppo facilmente. DS e Infodrog auspicano procedure per il controllo dell’età in grado di garantire che soltanto le persone che hanno raggiunto l’età minima possano acquistare contenuti e accedervi. In quest’ottica, CFIG e FSAG propongono di eliminare le espressioni «usualmente» e «nel singolo caso» nel capoverso 1. Sempre a tale proposito, TI raccomanda ad esempio la scansione della carta d’identità. Per ZH, la scelta del modo per verificare l’età non va demandata agli operatori del settore: occorrerebbe invece fissare nell’ordinanza condizioni quadro al riguardo e l’UFAS, in collaborazione con le associazioni di categoria e specialisti/organizzazioni specializzate in materia di protezione dei dati, dovrebbe individuare soluzioni in grado di conciliare la protezione della gioventù e di garantire la parsimonia dei dati. VD, CFIG, PIS, PJ e FSAG chiedono di precisare espressamente che una procedura può essere considerata adeguata soltanto se rispetta i principi della protezione dei dati.
Ritenendo che le modalità tecniche per effettuare il controllo dell’età non siano chiare, DigiGes suggerisce di riformulare il capoverso 1 ponendo l’accento non tanto sull’«età» in