Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/11: Ordinanza sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (OPMFV) · 24 pagine
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Secondo MPA, Netflix, Sunrise e suissedigital, la regolamentazione proposta si spinge oltre le disposizioni europee in materia, rischiando di comportare obblighi eccessivi: soprattutto per i servizi su richiesta sono previste norme particolarmente severe rispetto a quelle per le piattaforme di condivisione video (= servizi di piattaforma), sebbene i pericoli per bambini e giovani derivanti dai servizi su richiesta curati redazionalmente siano nettamente inferiori. Siccome tale impostazione emerge già dalle disposizioni di legge, a maggior ragione è importante che l’ordinanza persegua un approccio attuabile nella pratica con misure per la protezione della gioventù adeguate e proporzionate alle rispettive minacce potenziali. MPA e Netflix sottolineano inoltre che i requisiti stabiliti dalla LPMFV per i fornitori di servizi su richiesta e per i fornitori di servizi di piattaforma coincidono alla lettera; per tutti questi motivi, suggeriscono di menzionare espressamente nell’ordinanza che la procedura per il controllo dell’età deve essere proporzionata ai danni potenziali derivanti dai contenuti messi a disposizione e che per i contenuti più nocivi (p. es. violenza gratuita, pornografia) devono applicarsi le procedure più severe. Netflix chiede peraltro una riformulazione del capoverso 1, secondo cui occorre verificare l’età o la maggiore età della persona che intende aprire un conto presso un servizio su richiesta.
Per SGDA e SIEA, controllare l’età mediante una verifica a macchina di un documento d’identità appare impraticabile e inopportuno per vari motivi. Innanzitutto, la quota di stranieri in Svizzera già oggi è pari al 26 per cento e tenderà ulteriormente a salire. Un controllo della carta d’identità o del passaporto sarebbe quindi possibile soltanto per una parte della popolazione; una verifica a macchina di carte d’identità o passaporti non svizzeri non è fattibile. Tutti i fornitori di servizi su richiesta gestiscono inoltre piattaforme internazionali: per questi ultimi, una soluzione specifica per la Svizzera con requisiti previsti da nessun altro Paese implicherebbe oneri eccessivi. Siccome i fornitori senza una sede in Svizzera come ad esempio i gestori di app non sottostanno alla LPMFV, ciò comporterebbe una disparità di trattamento degli operatori con sede in Svizzera. Infine si pone la questione del trattamento dei dati personali. In alternativa, SGDA e SIEA propongono di adottare una soluzione europea o internazionale per il controllo dell’età, rinviando agli sforzi in tal senso dell’UE per un sistema di identità digitale nell’ambito dell’Unione. Nel frattempo, gli strumenti di controllo parentale vanno riconosciuti come alternativa alla verifica dell’età. Per quanto riguarda il capoverso 1, suggeriscono una formulazione in base alla quale una procedura è considerata adeguata se impedisce usualmente l’accesso a contenuti nocivi. Secondo MPA e Netflix, nell’ambito dei servizi online i requisiti per il controllo dell’età continuano a essere controversi, dato che l’obiettivo di protezione perseguito stride potenzialmente con la protezione e la sicurezza dei dati e mancano o perlomeno non sono ancora diffuse soluzioni affidabili in materia. Ad oggi nemmeno in Svizzera è disponibile un’identità elettronica facilmente utilizzabile e ampiamente diffusa. Anziché affidarsi a un singolo processo, Meta considera più efficace ricorrere una serie di strumenti, ad esempio per rilevare l’età al momento dell’apertura di un conto, elaborare resoconti sul rispetto degli standard della community, formare analisti dei contenuti, istruire i genitori, sviluppare tecnologie in grado di riconoscere l’età degli utenti e offrire varie opzioni per il controllo dell’età, nella consapevolezza che non tutti hanno accesso a documenti d’identità formali o sono disposti a condividere i relativi dati online.
Per Salt sarà difficile imporre le nuove disposizioni ai fornitori esteri; di conseguenza, i fornitori svizzeri di servizi di telecomunicazione, che con le loro reti rendono possibile l’offerta di contenuti, risulterebbero doppiamente penalizzati e discriminati. Un simile approccio è pertanto considerato distorsivo della concorrenza e dannoso per la competitività della piazza economica svizzera.
Secondo asut e digitalswitzerland è incomprensibile che, secondo il messaggio, la verifica della parte leggibile elettronicamente di un documento d’identità, facilmente manipolabile, possa soddisfare i requisiti in materia di controllo dell’età, mentre un pagamento con carta di credito sia considerato una prova insufficiente. Anche per MPA e Netflix, la disponibilità di determinati mezzi di pagamento (eventualmente si potrebbe operare una distinzione in