Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/42: Revisione del Codice civile svizzero (Educazione non violenta) · 26 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 11Fedlex · Rapporto sui risultati
Risultati della consultazione: modifica del Codice civile (Educazione non violenta)
Un’organizzazione89 non condivide il parere del Consiglio federale secondo cui non è opportuno introdurre un diritto esplicito del minore all’educazione non violenta perché potrebbe essere inteso come pretesa individuale e direttamente applicabile del minore. Altre 2 organizzazioni90 reputano che inserire la norma sotto forma di diritto del minore non comporti nuove difficoltà a livello di attuazione. Secondo 3 partecipanti91 non si tratta di un diritto direttamente applicabile del minore e non sorge alcuna pretesa giuridica. Per 1 altra organizzazione92 occorre effettuare un’ulteriore analisi giuridica per stabilire se sia rilevante citare questo diritto all’articolo 302 capoverso 1 CC. Alcuni membri di tale organizzazione93 e 1 Cantone94 sono dell’idea che occorra inserire anche un diritto del minore a un’educazione non violenta fondata sul buon trattamento in tutti i suoi contesti di vita («basée sur la bientraitance dans tous les contextes de sa vie»). Un’organizzazione95 chiede di inserire l’espressione «Recht auf eine kinderrechtsorientierte, integritätswahrende und würdevolle Erziehung ohne Anwendung von physischer und psychischer Gewalt» (diritto a un’educazione incentrata sul minore, rispettosa della sua integrità e dignità nonché priva di violenza fisica e psichica).
Un’organizzazione96 fa notare che in Germania e Austria il diritto a un’educazione non violenta è sancito nella legge e non rappresenta una pretesa esigibile in giudizio; se violato, questo diritto non contempla quindi una sanzione. Aggiunge che anche in Svizzera alcuni diritti non prevedono vie legali o sanzioni, come ad esempio il diritto del bambino di essere informato circa la sua adozione (art. 268c cpv. 1 CC); lo stesso vale per l’articolo 272 CC secondo cui i genitori ed i figli si devono vicendevolmente l’assistenza, i riguardi e il rispetto che il bene della comunione richiede. Secondo la stessa organizzazione il fatto che il diritto a un’educazione non violenta non sia direttamente esigibile in giudizio non costituisce un motivo per non riconoscerlo e aggiunge che il Consiglio federale può tematizzare la questione nel suo messaggio per dissipare eventuali timori a riguardo.
Secondo 1 partito97, se fosse citato esplicitamente nella legge un diritto del minore a un’educazione non violenta, questo diritto sarebbe esigibile in giudizio (justiziable) e non avrebbe carattere programmatico. Il partito è favorevole a un simile approccio e chiede di esaminare una formulazione appropriata.
Alcuni partecipanti98 sostengono che il progetto non mette al centro i figli bensì i genitori e il loro comportamento educativo. Secondo 2 organizzazioni99, visto che nell’ambito della violenza domestica e della violenza nell’educazione, gli interessati non sono più trattati come soggetti bensì come oggetti, è necessario introdurre espressamente un diritto esplicito del minore, allo scopo di contrastare le dinamiche di violenza all’interno delle famiglie. Rafforzando il diritto del minore a un’educazione non violenta è possibile anche sottrarlo all’esercizio
89 UNIGE (pag. 6)
90 CFIG (pag. 1), CDOS (pag. 1)
91 Ufficio dell’Ombudsman dei diritti dei bambini Svizzera (pag. 5), CDOS (pag. 1), UNIGE (pag. 6)
92 CDOS (pag. 1)
93 CDOS (pag. 1)
94 TI (pag. 2: «Il bambino ha diritto a un’educazione non violenta e fondata sul buon trattamento in tutti i suoi contesti di vita».)
95 SSAV (pag. 2)
96 UNIGE (pag. 6)
97 PS (pag. 2 seg.)
98 chTP (pag. 2), NCBI Svizzera (pag. 3), Schlupfhuus Zürich (pag. 2), UNIGE (pag. 7), Associazione EDUCAZIONE SENZA VIOLENZA (pag. 2)
99 chTP (pag. 2), Schlupfhuus Zürich (pag. 2)