Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/67: Revisione parziale dell’ordinanza sulla promozione delle attività extrascolastiche di fanciulli e giovani (OPAG) · 30 pagine

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sì che i minori abbiano accesso a consulenza e sostegno indipendentemente dal Cantone di domicilio, qualora ritengano che i propri diritti siano stati violati.

Procap afferma che soluzioni cantonali facoltative non sono né efficienti né eque e che una delega di compiti ai Cantoni su base volontaria comporterebbe disparità.

Secondo FPJ, l’indicazione di approntare un’offerta cantonale e comunale su base volontaria non è convincente nell’ottica delle pari opportunità. Con la delega di responsabilità ai Cantoni, l’accesso alla giustizia dipenderebbe dal luogo di domicilio del minore interessato.

Ssav sottolinea che anche molti Comuni e Cantoni hanno un difensore civico, il quale viene eletto dal Parlamento. Questo principio si è dimostrato valido ormai da anni nella politica svizzera. L’associazione rileva che spesso i Cantoni hanno l’obbligo di vigilanza (p. es. autorità di protezione dei minori e degli adulti) e non possono nel contempo assumere una posizione neutrale e fornire sostegno. Per quanto concerne la promozione dell’infanzia e della gioventù, i Cantoni non possono assumere direttamente questo incarico, poiché eserciterebbero contemporaneamente il doppio ruolo di committenti e di organi di controllo.

UN giunge alla conclusione che è maggiormente efficiente ed economico affidare le conoscenze specialistiche in materia tecnico-politica a un organismo nazionale piuttosto che a 26 Cantoni.

4.3 Art. 44a AP-OPAG – Istituzione per i diritti dell’infanzia

L’articolo 44a AP-OPAG stabilisce che l’UFAS incarica un’istituzione adeguata di svolgere compiti nell’ambito dei diritti dell’infanzia. I compiti in questione sono:

a) l’elaborazione e la messa a disposizione di conoscenze specialistiche;

b) l’analisi dell’attuazione dei diritti dell’infanzia in Svizzera;

c) la fornitura di consulenza alle autorità;

d) lo sviluppo di reti di contatto tra gli attori nell’ambito dei diritti dell’infanzia.

Secondo CDOS, gli ambiti di competenza menzionati nell’avamprogetto del Consiglio federale per rafforzare i diritti dell’infanzia in Svizzera non corrispondono a quelli del modello ideale di un’IIDI e sono meno prioritari e più sussidiari rispetto al principale ambito di azione oggetto della mozione Noser. La Conferenza deplora pertanto che il Consiglio federale non preveda, nel suo avamprogetto in attuazione della mozione in questione, di istituire una struttura indipendente (o quanto meno di sostenerne l’istituzione) che garantisca principalmente la mediazione e l’accesso dei bambini e dei giovani alla giustizia. Chiede quindi al Consiglio federale di rielaborare il suo avamprogetto e di inserirvi anche il compito di "mediazione", che ritiene prioritario. Se la Confederazione vuole davvero rafforzare i diritti dell’infanzia in Svizzera, deve dotarsi di solide basi e porsi obiettivi chiari. Nella versione proposta, che prevede la delega di compiti in materia di coordinamento, rilevazione dell’offerta e sviluppo di reti di contatto con partner esterni, l’avamprogetto non consentirebbe di raggiungere questo scopo. Per quanto riguarda i compiti che la Confederazione prevede di esternalizzare secondo l’avamprogetto, è indispensabile chiarire come gli organi attuali, che in parte svolgono già compiti concernenti la promozione e la difesa dei diritti dell’infanzia, lo sviluppo di reti di contatto o la messa a disposizione di conoscenze specialistiche, debbano collaborare con la futura istituzione per i diritti dell’infanzia e come vadano ripartiti i compiti al fine di evitare doppioni. Infine, CDOS si chiede se sia opportuno procedere a un’ampia analisi dell’attuazione dei diritti dell’infanzia in Svizzera, se poi la Confederazione e i Cantoni non stanzieranno le risorse finanziarie supplementari necessarie per attuare le raccomandazioni dell’istituzione in questione. Se si decidesse comunque di conferire tale incarico a un’istituzione nazionale per i diritti dell’infanzia, questa analisi dovrebbe essere svolta in modo indipendente, sulla base di