Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/67: Revisione parziale dell’ordinanza sulla promozione delle attività extrascolastiche di fanciulli e giovani (OPAG) · 30 pagine
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ISDU si occuperebbe eventualmente della questione di fondo dei difensori civici, dell’accesso alla giustizia per tutti e dei possibili meccanismi di reclamo in Svizzera. Considerate le sue basi legali, non potrebbe recepire direttamente azioni individuali né esercitare una funzione di vigilanza o di mediazione (art. 10b cpv. 3 della legge federale sulle misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo). Nella valutazione dell’attuazione delle raccomandazioni di organi internazionali, l’indipendenza dell’istituzione che svolge questo esame è molto importante. Inoltre, ISDU potrebbe contribuire a un "mainstream" dei diritti dei minori ponendo l’accento su tali diritti nell’ambito del proprio mandato generale. Se assumesse i compiti in questione con un mandato a lungo termine, non vi sarebbero doppioni. ISDU sarebbe disposta a farlo, nei limiti delle risorse federali concesse. Inoltre, considera l’avvio dell’impostazione strutturale e la definizione dell’indirizzo strategico dell’istituzione quale momento ideale per creare un ambito di competenza efficace sui diritti dei minori. Attualmente, nei limiti del finanziamento di base da parte della Confederazione ISDU non potrebbe farlo: per poter svolgere correttamente i compiti previsti nel progetto necessiterebbe di ulteriori risorse.
FPJ fa notare che il tema della giustizia a misura di minore (accesso alla giustizia) è considerato prioritario per i diritti dell’infanzia a livello sovranazionale. Se infatti è vero che il difensore civico proposto nel progetto posto in consultazione (o l’ISDU) può indubbiamente avere un ruolo positivo nella trasmissione delle conoscenze e nel coordinamento, d’altro canto tale organo non è adatto per fornire sostegno rapido e concreto, evitare direttamente ingiustizie e garantire rapidamente i diritti della personalità dei minori. A suo avviso, occorrerebbe piuttosto istituire un difensore civico a livello nazionale che abbia in particolare competenze quali il diritto di informazione e di consultazione degli atti, come pure il diritto di incaricare una rappresentanza legale indipendente per i minori incapaci di discernimento (se le autorità e i tribunali competenti non vi provvedono da sé). Una soluzione a livello nazionale e a bassa soglia permetterebbe a tutti i minori di avere accesso alla giustizia nella stessa misura, garantendo uguaglianza ed equità indipendentemente dal luogo di domicilio.
CRS chiede un’istituzione nazionale per i diritti dell’infanzia con sportelli o consultori sovraregionali, che sostenga in particolare anche i bambini e i giovani provenienti da famiglie con problematiche multiple o con esperienza di fuga e di guerra, e che li accompagni con un’offerta linguisticamente adeguata.
Ssav respinge il progetto posto in consultazione, ritenendo che non concretizzi il principio fondamentale della mozione e non garantisca pienamente la protezione dei minori nel nostro Paese. A suo parere, un difensore civico quale servizio neutrale e autorità di ricorso avrebbe la possibilità di scoprire eventuali abusi e intervenire con una funzione di sostegno.
UG ritiene che il progetto posto in consultazione non centri l’obiettivo della mozione Noser. Un’IIDI davvero indipendente ed efficace dovrebbe assumere un ruolo proattivo prevedendo potenziali violazioni dei diritti, impegnandosi per cambiamenti politici e mettendo il Governo di fronte alla responsabilità delle proprie azioni. Il modello proposto nel progetto posto in consultazione non tratta esplicitamente la questione dei reclami individuali e non prevede una piattaforma sulla quale i minori possano avvalersi dei rimedi giuridici in caso di violazione dei loro diritti. Inoltre, per UG questo modello non permette di valutare criticamente lo Stato e metterlo di fronte alle proprie responsabilità, quindi l’organo in questione non sarebbe indipendente. A suo avviso, un difensore civico nazionale deve sensibilizzare il pubblico sui diritti dei minori e sulla loro situazione in Svizzera, dare spazio all’opinione dei minori nel dibattito pubblico, sostenere la formazione degli specialisti che lavorano con i minori e promuovere servizi, procedure giudiziarie e meccanismi di reclamo a misura di minore. Con un ampio mandato, dovrebbe essere nelle condizioni di dare priorità sia alla prevenzione che al sostegno pratico per i minori.
UN deplora che il progetto posto in consultazione non raggiunga gli obiettivi principali della mozione Noser. Chiede piuttosto difensori civici regionali che possano operare nella lingua dei bambini e dei giovani, reputando che tali organi sarebbero più accessibili rispetto a un organo nazionale e conoscerebbero il contesto locale. D’altro canto, UN sottolinea che