Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/67: Revisione parziale dell’ordinanza sulla promozione delle attività extrascolastiche di fanciulli e giovani (OPAG) · 30 pagine
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criteri standardizzati e a livello globale. UR, NW, FR, GR, GE, ASCP e CDSPC sostengono la stessa posizione.
ZH rileva che i compiti previsti nell’articolo 44a AP-OPAG, del cui svolgimento l’UFAS può incaricare un’istituzione adeguata, non corrispondono alle raccomandazioni e ai principi internazionali per l’impostazione di un difensore civico autonomo e indipendente. In base a tali raccomandazioni e principi, un organo di questo genere deve avere la facoltà di richiedere pareri e formulare raccomandazioni. Deve inoltre mettere a disposizione un’offerta d’informazione e consulenza diretta e a bassa soglia per i bambini e i giovani e poter assumere una funzione di intermediazione e vigilanza sull’attuazione dei diritti dell’infanzia secondo la CRC.
LU approva che il tema dei diritti dell’infanzia venga trattato maggiormente a livello federale. A suo avviso, però, gli ambiti di competenza menzionati nell’avamprogetto del Consiglio federale per rafforzare i diritti dell’infanzia in Svizzera non corrispondono a quelli del modello ideale di un’IIDI indipendente. In particolare, mancano – o sono previsti in misura limitata – ambiti centrali rispetto a quelli richiesti con la mozione Noser (p. es. consulenza e informazione a favore dei minori, garanzia dell’accesso alla giustizia).
ZG ritiene giusto che la Confederazione assuma compiti sovraordinati che vanno oltre le possibilità dei Cantoni e approva dunque l’enumerazione dei compiti proposta nell’articolo 44a AP-OPAG. Inoltre, apprezza che vi rientri anche l’analisi dell’attuazione dei diritti dell’infanzia in Svizzera, che a suo parere contribuirebbe a individuare lacune in questo ambito e a migliorare la qualità della consulenza e del sostegno destinati ai bambini e ai giovani grazie a esempi positivi tratti dalla prassi.
SO reputa che, considerate la funzione di un’IIDI e le attuali lacune del sistema svizzero, le prestazioni menzionate all’articolo 44a AP-OPAG siano incomplete. Un’IIDII dovrebbe assolutamente svolgere compiti di mediazione, promuovere la partecipazione dei minori e monitorare la conformità della politica statale per quanto concerne il rispetto degli obblighi nei confronti dei minori. Attualmente in Svizzera sono proprio questi ambiti che presentano le lacune maggiori e che la mozione che il Consiglio federale intende attuare con l’avamprogetto in esame considera prioritari. Il proposto articolo 44a AP-OPAG non raggiungerebbe dunque gli obiettivi della mozione 19.3633 e non consentirebbe l’attuazione di un modello di IIDI adeguato alla realtà e al contesto della Svizzera.
BL rileva che il Consiglio federale si prefigge di incaricare un’istituzione adeguata con compiti nazionali nell’ambito dei diritti dell’infanzia, ma senza affidarle i compiti di consulenza e mediazione personalizzati caratteristici di un difensore civico. Deplora che l’Esecutivo non voglia istituire un difensore civico nazionale che sia indipendente e funga da organo di consulenza e intermediazione per i minori e le loro persone di riferimento, come richiesto dalla mozione Noser. Il Cantone ritiene che nel progetto proposto non emerga con chiarezza come gli organi attuali, che in parte già svolgono compiti concernenti la promozione e la difesa dei diritti dell’infanzia, lo sviluppo di reti di contatto o la messa a disposizione di conoscenze specialistiche (p. es. l’UFAS o la CPIG), debbano collaborare con la proposta istituzione per i diritti dell’infanzia, nazionale ed esterna all’Amministrazione, e come vadano ripartiti i compiti al fine di evitare doppioni. BL intrattiene già oggi un dialogo regolare con i principali attori, quanto meno a livello federale e cantonale.
SH ritiene che il nuovo difensore civico debba informare e consigliare i minori sui loro diritti e fungere da intermediario tra loro e le autorità statali, in modo da garantire loro l’accesso alla giustizia.
SG approva l’assunzione dei propri compiti di coordinamento, trasferimento delle conoscenze e sviluppo di reti di contatto da parte della Confederazione, nel rispetto dell’attuale ripartizione delle competenze.
Secondo TI, manca il nucleo delle attività di un centro di mediazione per i diritti dell’infanzia, ovvero i compiti di accompagnamento in caso di procedure giuridiche che vedono coinvolti