Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/67: Revisione parziale dell’ordinanza sulla promozione delle attività extrascolastiche di fanciulli e giovani (OPAG) · 30 pagine
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fornisca consulenza giuridica ai bambini, ai giovani e alle loro persone di riferimento dovrebbe spettare alla Confederazione.
GR ritiene che l’introduzione di un nuovo capoverso 3 nell’articolo 3 OPAG, come proposto nell’avamprogetto, non sia coerente. A suo parere, in base ai dati dei partner di prestazioni nel settore in esame attualmente a disposizione del Cantone, il volume è semplicemente troppo ridotto per consentire la gestione di strutture per l’attuazione dell’offerta in ogni Cantone. Non sarebbe dunque possibile garantire la qualità e l’aggiornamento necessari. Di conseguenza, il rischio di un’offerta diversa nei singoli Cantoni è molto elevato, dato che l’avamprogetto non prevede prescrizioni vincolanti. Questo sarebbe però in contraddizione con i principi della parità di trattamento tra i bambini e tra i giovani in Svizzera.
TG rileva che il Consiglio federale imporrebbe ai Cantoni di istituire difensori civici cantonali o intercantonali, dichiarandosi disposto soltanto a fornire sostegno dal punto di vista tecnico. Il Cantone ritiene sbagliato questo approccio e rammenta che è stata l’Assemblea federale a ratificare la CRC nel 1997. Di conseguenza, la Confederazione deve anche essere la principale responsabile per la sua attuazione.
VD ritiene che per i Cantoni sussista un notevole rischio di trasferimento di oneri finanziari, nel caso in cui debbano promuovere e ampliare l’offerta disponibile a livello cantonale o regionale. Rileva inoltre che l’istituzione proposta avrebbe scarse opportunità di eliminare la disparità tra i bambini e tra i giovani attestata in Svizzera per quanto concerne l’accesso alla giustizia e l’attuazione dei loro diritti, dato che potrebbero essere creati modelli potenzialmente molto diversi tra loro e poco armonizzati da un Cantone all’altro.
PLR è del parere che l’attuale strategia, che prevede lo sviluppo di conoscenze specialistiche in seno ai 26 Cantoni e alla Confederazione, ciascuno con un funzionamento autonomo, sollevi domande rilevanti sulla sua efficienza in termini di costi. La frammentazione degli sforzi e delle risorse potrebbe determinare ridondanze, un coordinamento insufficiente e quindi un inutile aumento della spesa pubblica. Senza una strategia coordinata e centralizzata, vi sarebbe quindi un notevole rischio di ridondanza e inefficienza nell’allocazione delle risorse, il che potrebbe mettere a repentaglio l’obiettivo stesso di promuovere efficacemente i diritti dell’infanzia nel nostro sistema giuridico e sociale. In questo contesto, la proposta di istituire un difensore civico nazionale dei diritti dell’infanzia conformemente alla mozione Noser 19.3633, che sia nel contempo indipendente e in grado di intervenire rapidamente, costituisce un’alternativa decisamente più ragionevole.
UDC auspica lo stralcio del capoverso in esame.
CFIG constata che l’avamprogetto proposto in attuazione della mozione 19.3633 si prefigge sì di garantire ai Cantoni un accompagnamento tecnico (art. 3 cpv. 3 AP-OPAG), ma non risponde alle richieste del legislatore. A suo avviso, l’introduzione di un capoverso 3 nell’articolo 3 OPAG è inadeguata per raggiungere gli obiettivi e garantire lo svolgimento dei compiti di un difensore civico. Inoltre, la formulazione di questa disposizione accrescerebbe il rischio di disparità di trattamento tra i minori nell’attuazione dei loro diritti, poiché la possibilità di un accompagnamento specializzato concessa ai Cantoni non garantirebbe né l’omogeneità dell’offerta (che può variare notevolmente da un Cantone all’altro) né un’attuazione armonizzata della stessa.
AvenirSocial rileva che il rapporto esplicativo lascia in sospeso la questione di come i Cantoni possano essere resi effettivamente responsabili per il rafforzamento della propria offerta mediante la disposizione del capoverso 3.
ASAG fa notare che proprio a causa dell’eterogeneità delle regolamentazioni e delle offerte cantonali, in diversi settori non è possibile garantire l’uguaglianza giuridica tra i bambini e tra i giovani in Svizzera, un dato di fatto riconosciuto anche dal Consiglio federale nel rapporto esplicativo. Per l’associazione, un difensore civico nazionale contribuirebbe a far