Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/98: Approvazione dell’addendum all’accordo SAI relative a conti finanziari e dell’accordo SAI relative a cripto-asset, nonché delle modifiche alla Legge federale e all’Ordinanza sullo SAI internazionale a fini fiscali (LSAI e OSAIn) · 91 pagine
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dell’Accordo SAI Cripto-attività). L’Accordo SAI Cripto-attività regola sostanzialmente le relazioni tra Stati, ossia quali informazioni si scambiano e con quale metodo. Il CARF definisce invece gli obblighi di adeguata verifica a cui devono ottemperare i prestatori di servizi per le cripto-attività tenuti alla comunicazione per identificare le operazioni oggetto di comunicazione: in altri termini, chi deve ottenere cosa, su chi e come. Queste informazioni sono poi trasmesse all’autorità fiscale dello Stato presso il quale il prestatore di servizi per le cripto-attività tenuto alla comunicazione deve adempiere i propri obblighi di comunicazione, la quale le trasmette a sua volta alle autorità fiscali degli Stati partner, ossia gli Stati con cui l’Accordo SAI Cripto-attività è entrato in vigore sul piano giuridico.
Il CARF disciplina diversi aspetti relativi alla raccolta dei dati, illustrati di seguito.
Chi: i prestatori di servizi per le cripto-attività tenuti alla comunicazione comprendono non soltanto entità, ma anche persone fisiche che offrono un servizio al fine di eseguire operazioni di scambio per conto o su mandato di clienti tra una o più forme di criptoattività rilevanti, nonché tra cripto-attività rilevanti e monete fiduciarie, ivi incluso agendo come controparti o intermediari di tali operazioni di scambio oppure mettendo a disposizione una piattaforma di negoziazione. Diversamente dallo SCC, il CARF non prevede eccezioni per i prestatori di servizi per le cripto-attività non tenuti alla comunicazione.
Cosa: si tratta fondamentalmente di informazioni sulla persona oggetto di comunicazione (nome, indirizzo, data di nascita, Stati della residenza fiscale, NIF ecc.) e sulle operazioni effettuate (tipo di cripto-attività, importo totale lordo aggregato, numero totale di unità, numero di operazioni ecc.). Devono inoltre essere incluse indicazioni sul prestatore di servizi per le cripto-attività tenuto alla comunicazione.
Su chi: gli utenti oggetto di comunicazione sono gli utenti di cripto-attività, ossia le persone fisiche e le entità (compresi i trust e le fondazioni) clienti di un prestatore di servizi per le cripto-attività tenuto alla comunicazione che sono residenti in uno Stato oggetto di comunicazione in base alla normativa fiscale di tale Stato e che non sono persone escluse ai sensi del CARF. Il CARF prevede anche una verifica delle entità e, se del caso, la comunicazione delle persone fisiche che esercitano il controllo effettivo su di esse. Si evita così che lo scambio automatico di informazioni possa essere eluso mediante una persona giuridica o un’entità giuridica.
Come: il CARF prescrive obblighi ai prestatori di servizi per le cripto-attività tenuti alla comunicazione in merito alle procedure di adeguata verifica in materia fiscale che questi devono adottare per identificare gli utenti di cripto-attività, determinare gli Stati fiscalmente rilevanti ai fini della comunicazione e raccogliere le informazioni necessarie per ottemperare agli obblighi di comunicazione sanciti dal CARF. Tali procedure riprendono la procedura di autocertificazione prevista dallo SCC e gli obblighi antiriciclaggio vigenti contenuti nelle raccomandazioni del GAFI.
Il CARF presenta sotto diversi aspetti un ampio campo di applicazione, inteso a limitare le possibilità per i contribuenti di eludere lo scambio automatico di informazioni tramite determinati istituti o prodotti d’investimento. Si basa sullo SCC in materia di conti finanziari rimanendo al tempo stesso un quadro autonomo e complementare. 36/91