Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/45: Recepimento e trasposizione del regolamento (UE) 2024/1717 che modifica il regolamento (UE) 2016/399 che istituisce un codice dell’Unione relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (sviluppo dell’acquis di Schengen) e modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione · 27 pagine
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Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero del regolamento (UE) 2024/1717 (Sviluppo dell’acquis di Schengen) e altre modifiche della LStrI
Rapporto sui risultati della procedura di consultazione
economiesuisse sottolinea infine che, in caso di reintroduzione dei controlli alle frontiere, le misure adottate andrebbero verificate in relazione al loro impatto su altre leggi (p. es. regolamentazione dell’home office del 24,9 % per i frontalieri). Inoltre, dovrebbero essere mitigati gli effetti sul traffico di persone e merci, in particolare nelle regioni di confine della Svizzera.
Rifiuto del ripristino temporaneo dei controlli di frontiera alle frontiere interne
AsyLex, JRS, OSAR e Solinetz si oppongono fermamente al ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne Schengen della Svizzera e chiedono che alle frontiere svizzere sia garantito in ogni momento l’accesso alla procedura d’asilo. Secondo i VERDI e l’OSAR i controlli alle frontiere non esonerano uno Stato dall’obbligo di ricevere ed esaminare ogni domanda d’asilo. OSAR e Solinetz chiedono inoltre che, in caso di dubbio sull’esistenza di una domanda d’asilo, per la persona interessata sia avviata una procedura d’asilo.
Secondo GDS, OSAR, SBAA e SCCA i controlli alle frontiere interne sono fondamentalmente in contrasto con l’idea di spazio Schengen. La possibilità, in determinate situazioni, di prolungare per addirittura altre due volte il periodo complessivo massimo di due anni (art. 25bis par. 5 CFS), portandolo a tre anni complessivi (art. 25bispar. 6 CFS), vanificherebbe completamente l’idea di fondo dello spazio Schengen. Anche SCCA e l’USS ritengono sproporzionata la decisione di prolungare la durata dei controlli alle frontiere interne fino a due o tre anni. Già in una situazione come quella attuale i numerosi controlli alle frontiere interne ostacolerebbero notevolmente la circolazione delle merci e delle professioni e danneggerebbero lo sviluppo economico dell’Europa. In futuro ci sarebbe il rischio di controlli alle frontiere interne ancora più lunghi e frequenti.
GDS e OSAR criticano le nuove disposizioni anche perché gli Stati membri dell’UE supererebbero già ora sistematicamente la durata massima in vigore per i controlli alle frontiere interne.
GDS, OSAR e SCCA chiedono che sia sempre effettuata una valutazione dei rischi non solo in caso di proroga della misura di cui all’articolo 26 paragrafo 2 del nuovo CFS, ma anche in caso di ripristino dei controlli alle frontiere interne. Tale valutazione dei rischi deve essere pubblicata. Secondo OSAR, SBAA e SCCA si dovrebbe inoltre effettuare un riesame periodico dell’efficacia per garantire che il ripristino dei controlli alle frontiere interne contribuisca effettivamente a migliorare la sicurezza pubblica e che non vi siano effetti sproporzionati sulla libera circolazione delle persone.
Competenza decisionale per il ripristino dei controlli di frontiera alle frontiere interne
Secondo Politbeobachter qualora fossero necessari controlli alle frontiere questi dovrebbero essere decisi almeno dal Consiglio federale. Il coinvolgimento del Parlamento o della Commissione competente sarebbe auspicabile e rafforzerebbe la legittimazione delle misure. In nessun caso una decisione di tale portata può essere presa da un singolo Dipartimento (art 8 cpv. 2 AP-LStrI). AsyLex, GDS, JRS e Solinetz condividono questa opinione. In caso di eventi imprevedibili il DFGP deve chiedere al Consiglio federale di esaminare e confermare eventuali chiusure delle frontiere.
Tempi più lunghi per l’attuazione delle misure in caso di emergenza sanitaria
AEROSUISSE sottolinea che durante la pandemia di COVID-19 ci si è spesso dimenticati che il traffico aereo internazionale è operativo 24 ore su 24, sette giorni su sette, e che in qualsiasi momento velivoli ed equipaggi svizzeri sono in volo o si trovano in un altro continente e che negli aeroporti nazionali svizzeri passeggeri in transito aspettano di proseguire il