Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/45: Recepimento e trasposizione del regolamento (UE) 2024/1717 che modifica il regolamento (UE) 2016/399 che istituisce un codice dell’Unione relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (sviluppo dell’acquis di Schengen) e modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione · 27 pagine

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Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero del regolamento (UE) 2024/1717 (Sviluppo dell’acquis di Schengen) e altre modifiche della LStrI

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione

Compendio

Il 26 giugno 2024 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione per l’approvazione e la trasposizione nel diritto svizzero dello scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2024/1717 recante modifica del regolamento (UE) 2016/399 che istituisce un codice dell’Unione relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) e altre modifiche della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI). La procedura di consultazione è terminata il 17 ottobre 2024.

Sono pervenute 52 risposte. Complessivamente si sono espressi in forma scritta 24 Cantoni, cinque partiti (Alleanza del Centro, PLR, PS, UDC e i VERDI), l’Unione svizzera degli imprenditori (USI), la Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse) e l’Unione sindacale svizzera (USS), il Tribunale federale (TF), il Tribunale amministrativo federale (TAF) nonché altre 18 cerchie interessate. Tre Cantoni (AR, GR, ZG) e altri sette partecipanti (ASM, Associazione degli uffici svizzeri del lavoro [AUSL], Associazione svizzera degli ufficiali dello stato civile [SVZ], Centre Patronal, TAF, TF e USI) hanno espressamente rinunciato a trasmettere un parere.

La maggior parte dei partecipanti alla consultazione accoglie con favore i tre avamprogetti come pure le necessarie modifiche legislative. In 14 casi non è stata espressa alcuna osservazione (AG, AI, BE, BS, FR, GL, LU, NE, SG, TG, UR, VD, VS e la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia [CDDGP]), mentre 16 partecipanti (BL, GE, NW, OW, SH, SO, TI, ZH, Alleanza del Centro, PLR, Aeroporto di Ginevra, Aeroporto di Zurigo, AEROSUISSE, Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali svizzere [CCPCS], economiesuisse e Fédération des Entreprises Romandes [FER]) hanno avanzato le proprie osservazioni. In particolare si accoglie con favore il fatto che la presente modifica del codice frontiere Schengen (avamprogetto 1) rende possibile una politica unitaria a livello europeo in materia di minacce alla salute pubblica che, oltre a essere più sensata di singole soluzioni nazionali, aumenta anche la sicurezza nello spazio Schengen. La maggior parte dei partecipanti condivide anche l’armonizzazione terminologica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione con il codice frontiere Schengen (avamprogetto 3), che contribuirà a migliorare la coerenza giuridica. Per diversi Cantoni è positivo il fatto che le presenti modifiche non abbiano ripercussioni finanziarie e sul personale.

Il PS, i VERDI, l’Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati (OSAR), l’Osservatorio svizzero sul diritto d’asilo e degli stranieri (SBAA), la piattaforma «Società civile nei centri della Confederazione per richiedenti l’asilo» (SCCA) e l’USS sono favorevoli in linea di principio al recepimento e alla trasposizione del regolamento UE, poiché non mette a repentaglio l’associazione della Svizzera a Schengen. Tuttavia, criticano alcuni punti, in particolare per quanto riguarda l’accesso alla procedura d’asilo, il rispetto dei diritti umani in caso di respingimento alla frontiera e la durata dei possibili controlli alle frontiere interne.

AsyLex, Giuristi democratici svizzeri (GDS), Jesuiten-Flüchtlingsdienst Schweiz (JRS), Politbeobachter e Solinetz respingono i tre avamprogetti. Il recepimento e la trasposizione del regolamento UE sono respinti principalmente perché, sostengono, vi è un’eccessiva interferenza nei diritti umani, in particolare delle persone vulnerabili. In tale contesto criticano in particolare la limitazione del diritto all’asilo, sia nel ripristino dei controlli alle frontiere interne sia nella nuova procedura di trasferimento, la violazione del principio di non respingimento nella