Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/84: 17.480 n Iv. pa. (Weibel) Bäumle. Tassa per i casi di lieve entità nei reparti di pronto soccorso degli ospedali · 33 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 12Fedlex · Rapporto sui risultati

…..

visione distorta della realtà. A nessuno piace infatti recarsi inutilmente al pronto soccorso, e chi lo fa comunque spesso non avrebbe alternative, soprattutto a causa della carenza di medici di famiglia. Inoltre, la tassa prevista creerebbe nuove ingiustizie che non sono sostenibili né giustificabili da un punto di vista assicurativo. In caso di infortunio la tassa verrebbe applicata in modo del tutto arbitraria: una persona che lavora e che è assicurata contro gli infortuni ai sensi della LAINF non dovrebbe pagare la tassa, mentre tutte le persone assicurate ai sensi della LAMal dovrebbero invece pagarla. Per USS si tratta di una disparità di trattamento che non può essere giustificata.

USAM respinge il progetto e richiama l’attenzione sull’onere amministrativo aggiuntivo.

4.1.5 Conferenze cantonali

Il parere di CDS è riportato al punto 4.1.1 assieme a quelli dei Cantoni.

4.1.6 Associazioni dei consumatori

ACSI respinge il progetto, ritenendo che non raggiunga l’obiettivo di ridurre il sovraffollamento dei reparti di pronto soccorso e colpisca principalmente le persone già socio-economicamente svantaggiate.

4.1.7 Fornitori di prestazioni e federazioni di fornitori di prestazioni

FMH respinge in generale il progetto, ma accoglie con favore l’approccio scelto al posto dell’idea originale di una tassa punitiva. FMH critica l’onere amministrativo aggiuntivo. Invece di alleggerire la pressione sui servizi di pronto soccorso degli ospedali, la tassa creerebbe ulteriore burocrazia senza affrontare le vere cause del sovraccarico dei servizi di pronto soccorso, ovvero la carenza di medici di famiglia e di personale qualificato, il numero insufficiente di medici formati in Svizzera e la scarsa alfabetizzazione sanitaria della popolazione. Inoltre, il progetto potrebbe penalizzare i gruppi vulnerabili, come le persone provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati, e causare sul lungo termine costi più elevati per la collettività. FMH mette in dubbio la proporzionalità e l’effetto del progetto. Inoltre, l’effetto dissuasivo sarebbe minimo sia in termini quantitativi che qualitativi nonché sproporzionato rispetto all’onere richiesto. FMH ipotizza che gli oneri aggiuntivi supererebbero i risparmi ottenibili. L’effetto «desiderato», ovvero che le persone malate non si rechino nei reparti di pronto soccorso degli ospedali, si trasformerebbe nel suo opposto. Il «risparmio» ottenuto a spese di una persona socialmente più vulnerabile potrebbe rivelarsi controproducente, poiché potrebbe comportare costi di cura più elevati in un secondo momento. Inoltre, FMH fa notare che in linea di principio i farmacisti non sono abilitati a formulare diagnosi complete sulla cui base inviare o meno i pazienti al pronto soccorso di un ospedale. Vi sarebbe quindi il rischio che i farmacisti, nell’ambito del trattamento a bassa soglia, possano indirizzare prematuramente e inutilmente i pazienti al pronto soccorso, il che sarebbe in contraddizione con lo scopo della nuova norma. Vi sarebbe tuttavia anche il rischio opposto, ossia che la situazione urgente venga sottovalutata e non venga rilasciata un’indicazione scritta invece opportuna. FMH sottolinea che il triage delle situazioni di emergenza richiede in ogni caso esperienza medica; quando questa manca o il triage è delegato ad altre professioni sanitarie per motivi di efficienza e di costi, ne risulta un problema di qualità e la sicurezza dei pazienti è a rischio. In questo contesto, FMH rimanda alle esperienze negative fatte nei Paesi anglosassoni con la figura del physician associate. Qualora la Commissione decidesse comunque di introdurre un aumento dell’importo massimo dell’aliquota percentuale oppure un supplemento all’aliquota percentuale, FMH chiede che sia definito e introdotto a livello nazionale per evitare malintesi altrimenti inevitabili. Inoltre, con una regolamentazione a macchia di leopardo i pazienti potrebbero evitare la tassa recandosi al pronto soccorso in un altro Cantone che non avesse introdotto la normativa. Le assicurazioni malattia, i reparti di pronto soccorso degli ospedali e le persone abilitate a rilasciare indicazioni scritte dovrebbero verificare anche in quale Cantone sia domiciliato il paziente e se quindi la norma sia applicabile o meno. In alternativa al progetto, FMH propone la promozione di ambulatori di medicina di famiglia per le urgenze per consentire un triage dei pazienti più efficiente ed economico, nonché misure di accompagnamento come una migliore comunicazione e la promozione dell’alfabetizzazione sanitaria. Infine, FMH raccomanda di effettuare uno studio pilota localizzato e limitato nel tempo. 12/33