Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/84: 17.480 n Iv. pa. (Weibel) Bäumle. Tassa per i casi di lieve entità nei reparti di pronto soccorso degli ospedali · 33 pagine
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FSP chiede che le emergenze psichiatriche siano escluse dall’introduzione di qualsiasi tassa sulle urgenze. Segnala che una tassa renderebbe più difficile l’accesso a un aiuto psicoterapeutico urgentemente necessario, soprattutto per le persone a basso reddito e in situazione di acuto pericolo. FSP sottolinea che già oggi l’aiuto psicoterapeutico viene spesso richiesto troppo tardi e solo quando i disturbi sono già in uno stadio avanzato. In caso di emergenza, ciò potrebbe avere conseguenze fatali.
Mfe respinge il progetto e fa riferimento a iniziative simili fallite, come il progetto Managed Care e la mozione 09.3623 sulla maggiore responsabilità individuale. Considera il progetto poco efficace, poiché la percentuale di casi di lieve entità in pronto soccorso è già diminuita e manca una definizione chiara di questi casi. La misura proposta dal progetto interesserebbe solo un piccolo gruppo di persone assicurate, a fronte di uno sproporzionato aumento dell’onere per i fornitori di prestazioni. La speranza che i casi di lieve entità vengano presi a carico dai medici di famiglia è problematica, poiché la carenza di medici è in continuo aumento. Inoltre, recenti decisioni del Tribunale federale aggravano ulteriormente la situazione. In altri Paesi come Germania e Austria, misure simili sono state abolite perché risultate infruttuose. Invece di puntare su un deterrente finanziario, Mfechiede di promuovere l’alfabetizzazione sanitaria dei pazienti. In questo contesto, i Cantoni dovrebbero sviluppare programmi per migliorare l’informazione e la prevenzione.
H+ respinge il progetto. Si chiede se la doppia fatturazione dovuta alla consultazione di un professionista per ottenere l’indicazione scritta non genererebbe costi aggiuntivi. Anche se nel caso concreto rivolgersi al pronto soccorso sarebbe comunque la scelta corretta, si avrebbe prima una consultazione extra che dovrebbe essere rimunerata. H+ teme che le persone socialmente ed economicamente svantaggiate o quelle che non hanno un medico di base potrebbero rinunciare a recarsi al pronto soccorso, anche se sarebbe indicato farlo. La misura comporterebbe inoltre un ulteriore onere amministrativo per gli ospedali, che dovrebbero verificare per ogni trattamento d’urgenza se esiste un’indicazione scritta, nel qual caso dovrebbero inoltrarla all’assicuratore malattia. Il progetto della Commissione non prevede un indennizzo per questo onere aggiuntivo. H+ richiama l’attenzione anche sulla responsabilità dei farmacisti, che non è chiara. Secondo H+, il progetto non tiene conto del fatto che anche in caso di emergenze «vere» ottenere un’indicazione scritta non sarebbe sempre possibile. Le emergenze possono per esempio verificarsi di notte, di modo che il paziente non può dapprima richiedere una consulenza di telemedicina o recarsi in farmacia o dal medico. Se, malgrado tutto, si decidesse di entrare in materia, H+ chiede che si dia seguito alla proposta della maggioranza della Commissione prevedendo però anche che siano esentati l’aumento dell’importo massimo dell’aliquota percentuale pure i pazienti che a seguito della visita in pronto soccorso vengono ospedalizzati e le persone residenti in case di cura e strutture per disabili. Infine, il ruolo dei farmacisti nell’invio di pazienti richiederebbe un chiarimento legale. Invece di portare avanti il progetto, H+ chiede al Parlamento di esaminare misure veramente efficaci, come la promozione del triage delle urgenze nell’ambito della telemedicina, nonché un’offensiva nella formazione di medici di famiglia per contrastare la carenza in questo settore. Inoltre, H+ suggerisce di istituire un gruppo di lavoro con tutte le parti interessate per sviluppare una proposta di soluzione praticabile.
PharmaSuisse respinge il progetto, pur non essendo fondamentalmente contraria all’introduzione di una tassa per i casi di lieve entità. Se il progetto dovesse essere portato avanti, pharmaSuisse chiede che sia chiarita la regolamentazione per le farmacie. Indica che i farmacisti possiedono conoscenze nell’ambito della diagnosi e del trattamento dei disturbi di salute e delle malattie più comuni e hanno quindi le competenze per fare triage e rilasciare indicazioni scritte per i reparti di pronto soccorso degli ospedali. Tuttavia, a differenza dei medici e degli operatori di telemedicina, la loro prestazione non verrebbe remunerata. Le disposizioni della LAMal e delle relative ordinanze dovrebbero quindi essere adeguate. Le farmacie potrebbero così svolgere appieno il loro ruolo di primo punto di contatto competente e facilmente accessibile, effettuare un triage e, se indicato, indirizzare il paziente con un’indicazione scritta al pronto soccorso. Inoltre, se il progetto dovesse essere portato avanti, si dovrebbe prevedere un’ulteriore eccezione per le situazioni in cui è evidente che non si tratta di un caso di lieve entità. PharmaSuisse segnala che l’obbligo di sottoporsi a un triage prima di recarsi in pronto soccorso