Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/22: Modifica dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2) al 1° gennaio 2026 · 25 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 13Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione relativa alla modifica dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2) al 1 °gennaio 2026

4.2 Sistema di scambio di quote di emissioni per gestori di impianti

Lo sviluppo del SSQE di pari passo con quello dell’UE riscuote un ampio consenso: lo menzionano

esplicitamente i Cantoni AG, BE, BL, BS, FR, GE, SG, SH, SO, TH, VD, ZH nonché Alpiq, auto-suisse, Costruzionesvizzera, l’UFDC, il Centre Patronal, cemsuisse, economiesuisse, l’IGEB, metalsuisse, il Centro, scienceindustries, l’USAM, SWISS, swissmem, swisspower, Varo Energy, l’AES e la

ZHK. I partecipanti alla consultazione richiamano i vantaggi del collegamento al SSQE dell’UE tra cui la maggiore liquidità, prezzi più stabili e una migliore certezza della pianificazione. I Cantoni AG, BS e ZH,

Alpiq, metalsuisse, scienceindustries, swissmem, l’AES e il Centro menzionano inoltre l’importanza

dell’esclusione delle imprese svizzere dal CBAM dell’UE, resa possibile nel quadro del collegamento tra i due sistemi di scambio di quote di emissioni.

4.2.1 Efficienza individuale in termini di emissioni di gas serra

(Art. 45 cpv. 3 lett. b n. 1bise art. 46 cpv. 1bis)

economiesuisse, la HKBB, scienceindustries, l’ASET e la ZHK individuano l’esigenza di flessibilità nella valutazione dell’efficienza emissiva individuale. Spiegano che l’esclusiva focalizzazione sulle convenzioni sugli obiettivi con la Confederazione non è sufficiente, vista la molteplicità degli impianti partecipanti al SSQE e il carattere volontario delle convenzioni sugli obiettivi. Chiedono espressamente l’inclusione delle convenzioni sugli obiettivi cantonali e di altri strumenti idonei, tra cui le analisi del consumo energetico e i piani di decarbonizzazione (chiesti da tutti i partecipanti menzionati, fatta eccezione per l’HKBB), che considerano i rispettivi impianti nel SSQE. Analogamente il Cantone AG chiede che si trovi una soluzione pragmatica e priva di aggravi burocratici per le imprese che non hanno stipulato convenzioni sugli obiettivi. economiesuisse e scienceindustries rimarcano inoltre un conflitto di obiettivi tra l’efficienza energetica e il crescente fabbisogno di elettricità; riporre un’attenzione eccessiva sull’efficienza energetica può celare sviluppi tra cui la progressiva elettrificazione, pertanto chiedono che sia considerata l’efficienza individuale in termini di emissioni di gas serra e non l’efficienza energetica.

auto-suisse, Costruzione svizzera, cemsuisse, l’IGEB, metalsuisse e l’USAM asseriscono che l’intensità del CO2 dei combustibili è da escludere come parametro ai fini della riduzione dei diritti di emissione da assegnare a titolo gratuito e chiedono che la mancata osservanza delle convenzioni sugli obiettivi sia verificata soltanto sulla base dell’efficienza energetica. metalsuisse sottolinea inoltre che focalizzarsi sull’efficienza in termini di emissioni di gas serra è troppo limitativo, quindi andrebbero considerati anche l’impiego delle risorse o i metodi dell’economia circolare.

BirdLife Svizzera, Greenpeace, Pro Alps, Pro Natura, la fondazione PUSCH, la FSE, il PSS, l’Associazione svizzera per la protezione del clima, l’ATA e il WWF sostengono che la rinuncia a un piano obbligatorio di decarbonizzazione o a uno strumento analogo, tra cui i cronoprogrammi concernenti il saldo netto delle emissioni pari a zero di cui all’articolo 5 LOCli, rappresenta uno scostamento rispetto alla normativa europea e dà adito a una lacuna normativa, poiché non tutti i partecipanti hanno sottoscritto convenzioni sugli obiettivi cantonali. Sarebbe dunque opportuno prescrivere uno degli strumenti esistenti come obbligo minimo per valutare in modo attendibile l’efficienza emissiva.

13/25 BAFU-D-F8FF3401/1048