Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/22: Modifica dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2) al 1° gennaio 2026 · 25 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione relativa alla modifica dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2) al 1 °gennaio 2026

per l’assegnazione a titolo gratuito di diritti di emissione. Chiede inoltre che le imprese siano tenute a informare sul contenuto di CO2 e sui costi sociali dei prodotti, per esempio attraverso l’etichettatura.

Trasparenza della consultazione

Il Cantone VD rileva che l’esame del progetto posto in consultazione è stato difficile poiché l’ordinanza sul CO2 riveduta (maggio 2025, in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2025) non era ancora pubblicata sul sito fedlex; per il futuro auspica quindi una maggiore trasparenza che consenta una valutazione unitaria.

3.2.1 Osservazioni generali sull’obiettivo di riduzione del CO2 per i parchi veicoli nuovi

Obiettivi di emissione di CO2 per i veicoli pesanti

BirdLife Svizzera, Greenpeace, i Verdi, Pro Alps, Pro Natura, la FSE, il PSS, la fondazione PUSCH, l’ATA, l’Associazione svizzera per la protezione del clima e il WWF osservano che la Svizzera è

indietro rispetto all’UE per quanto concerne l’obiettivo di riduzione del CO2 per le flotte di veicoli pesanti nuovi: mentre l’UE esige dai fabbricanti e dagli importatori una riduzione del CO2 del 45 per cento entro il 2030 (rispetto al livello da metà 2019 a metà 2020), la Svizzera si limita al 30 per cento, a causa dei tempi dell’iter legislativo. Sulla base della decisione nel frattempo adottata dall’UE e del consenso espresso dal Consiglio federale alla relativa modifica della legge sul CO2, i partecipanti alla consultazione chiedono una revisione il più possibile rapida della legge sul CO2 per evitare un inutile disciplinamento speciale per la Svizzera. Anche avocat.e.s pour le climat e juristes progressistes vaudois.es criticano gli attuali obiettivi di riduzione della Svizzera nel settore dei trasporti ritenendoli insufficienti e ne auspicano un innalzamento in linea con le norme molto più rigorose dell’UE.

Prescrizioni sulle emissioni «realistiche» per il mercato automobilistico svizzero

auto-suisse chiede prescrizioni sulle emissioni «realistiche» per il mercato automobilistico svizzero al fine di evitare danni economici. Nonostante alcune modifiche apportate all’ordinanza sul CO2 con effetto dal 1° gennaio 2025, auto-suisse ipotizza tuttora un onere di oltre 300 milioni di franchi poiché il mercato automobilistico non si riprende e continua ad accusare un ritardo rispetto agli sviluppi in Europa. Gli importatori svizzeri di veicoli con spina sono esposti a ulteriori rischi (p. es. svalutazione dei veicoli elettrici, spese di distribuzione più elevate) e potrebbero non riuscire a riversare direttamente i costi del CO2. Il sistema di controllo del CO2 attualmente in vigore è troppo volatile e associato a un livello elevato di incertezza per gli importatori, il che rende difficile un’efficace gestione del mercato. Chiedono dunque di inserire nell’ordinanza elementi di flessibilità e di attenzione per le esigenze del settore, in linea con l’orizzonte temporale di tre anni e un piano industriale previsti nell’UE. auto-suisse riporta esempi concreti di modifiche dell’ordinanza sul CO2, come la riduzione delle quote di mercato target oppure obiettivi individuali differenziati, che secondo l’associazione consentirebbero di ridurre o, addirittura, di prevenire i danni per gli importatori di automobili.

VFAS chiede inoltre l’abolizione di tutte le norme più severe di quelle europee (il cosiddetto «Swiss Finish»), che penalizzano i partecipanti al mercato svizzero.

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