Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/55: Modifica della legge sulla protezione dell’ambiente: misure per combattere gli organismi alloctoni invasivi · 21 pagine
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Rapporto esplicativo
1 Situazione iniziale
1.1 Necessità di agire e obiettivi
Scambio di specie su scala mondiale
L’economia globalizzata comporta un commercio vivace di organismi come animali, piante e funghi. Svariati settori economici (p. es. il commercio di animali o l’orticoltura) utilizzano organismi appartenenti a specie che provengono da regioni lontane del globo e sono introdotti intenzionalmente, per esempio come piante ornamentali o animali domestici, in nuovi territori al di fuori della loro area di diffusione naturale.
Questi organismi sono tuttavia introdotti anche involontariamente, per esempio tramite merci come il terriccio per le piante o i materiali da imballaggio. Una parte dei nuovi organismi alloctoni riesce a insediarsi nel nuovo ambiente. In Europa sono presenti organismi appartenenti a circa 12 000 specie esotiche, il 10–15 per cento delle quali, secondo le stime dell’Unione europea (UE)1, è ritenuto invasivo (specie esotiche invasive o «invasive alien species»2). In Svizzera si sono insediate circa 1300 specie esotiche, 200 delle quali invasive3, e la tendenza è in aumento4. Esempi noti di specie esotiche invasive sono le verghe d’oro americane, il calabrone asiatico o la cozza quagga originaria del bacino del Mar Nero.
Danni che comportano costi elevati
Gli organismi alloctoni invasivi possono mettere in pericolo la salute delle persone, il mondo animale o l’ambiente oppure pregiudicare la diversità biologica e la sua utilizzazione sostenibile. Inoltre, rischiano di causare ingenti danni economici,
per esempio alle infrastrutture o alle colture agricole.
Nel 2015 l’Ufficio federale della protezione della popolazione ha inserito le specie esotiche invasive nell’analisi dei pericoli in considerazione dei potenziali danni che possono arrecare. Per il senecione sudafricano, una specie invasiva proveniente dal Sudafrica che costituisce un grave problema per l’agricoltura, è stato stimato che una sua diffusione di massa in Svizzera provocherebbe danni pari a circa 165 milioni di franchi l’anno. Un altro esempio è la cozza quagga, che si diffonde nei laghi svizzeri dal 2016 e infesta anche gli impianti per il trattamento dell’acqua potabile o le reti da pesca. Per impedire una diffusione di questa specie nella rete di acqua potabile, sono necessari investimenti pari a circa 500 milioni per il solo lago di Costanza5.
In assenza di contromisure, in Svizzera le specie esotiche invasive possono arrecare danni pari a circa 170 milioni di franchi ogni anno ai beni (ossia a infrastrutture e colture agricole) e alla salute delle persone6. A ciò si aggiungono gli effetti non
1 N. 1 dei consideranda del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, versione della GU L 317 del 4.11.2014, pag. 35
2 Cfr., in merito, i pertinenti contenuti del sito relativo alla Convenzione sulla biodiversità. Disponibile su: https://www.cbd.int/invasive/.
3 UFAM (ed.) 2022: Specie esotiche in Svizzera. Una panoramica delle specie esotiche e dei loro effetti. Ufficio federale dell’ambiente, Berna.
4 Baur B. & Nentwig W. 2010. Invasive Arten. In: Lachat T, et al. (ed.). Wandel der Biodiversität in der Schweiz seit 1900. Ist die Talsohle erreicht? Haupt, Berna, pagg. 324–348
5 https://www.tagesanzeiger.ch/wissen/quaggamuschel-richtet-schaeden-im-bodensee-an/story/19449748
6 UFAM, 2017: Volkswirtschaftliche Beurteilung (VOBU): Gesetzesanpassung zur Strategie zu invasiven gebietsfremden Arten (pag. 40; in tedesco) e rapporto esplicativo del 15 maggio 2019 concernente la modifica della legge sulla protezione dell’ambiente (misure contro le specie esotiche invasive) (pag. 8): https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/56932.pdf 5/21