Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/95: Investimento di fondi di libero passaggio dell’istituto collettore (modifica della LPP) · 21 pagine

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sulla necessità di offrire una soluzione soltanto all'istituto collettore oppure a tutti gli istituti di libero passaggio.

Il rapporto del gruppo di lavoro è stato redatto tra la fine del 2020 e il primo semestre del 2021.

Le varianti presentate qui di seguito costituiscono l’attuazione pratica delle soluzioni fondamentalmente possibili per l’istituto collettore delineate dal gruppo di lavoro e non sono più state modificate rispetto alla consultazione del 2022.

1.2.2 Applicazione di un tasso d’interesse negativo

L’applicazione di un tasso d’interesse negativo agli averi di libero passaggio (p. es. a titolo di misura di risanamento) causerebbe una riduzione dei risparmi accumulati obbligatoriamente nel sistema previdenziale. Gli emolumenti hanno un effetto analogo, benché meno forte, tranne nel caso di averi d’importo esiguo. Tra i titolari di conti di libero passaggio vi sono anche persone che hanno perso il lavoro e si trovano quindi in una situazione personale difficile. Un fattore aggravante nel caso dell’istituto collet- tore è che in molti casi si tratta di conti di titolari irreperibili. L’istituto collettore non avrebbe pertanto nemmeno la possibilità di informare questi assicurati del fatto che i loro risparmi si stanno riducendo e quindi essi non potrebbero reagire. L'applicazione di tassi d'interesse negativi in un sistema di risparmio obbligatorio causerebbe inoltre una notevole perdita di fiducia nella previdenza professionale e nel sistema finanziario. Benché nella fase dei tassi d’interesse negativi siano stati in parte introdotti tassi d’interesse negativi sugli averi a risparmio elevati, nel caso dei conti con averi più modesti questa misura è stata applicata raramente ed è praticamente inesistente nel settore dei conti di risparmio del pilastro 3a. L’applicazione di un tasso d’interesse negativo ai conti di libero passaggio sarebbe dunque molto difficile da giustificare. Se applicato al fine di risanare l’istituto collettore in caso di copertura insufficiente, potrebbe addirittura essere controproducente, poiché potrebbe causare un deflusso di fondi, il che aggraverebbe ulteriormente la situazione dell'istituto. Questa soluzione è stata dunque scartata.

1.2.3 Garanzia di una parte terza

In base a questa variante, una parte terza (p. es. la Confederazione o il «sistema della previdenza professionale») garantirebbe all'istituto collettore, in caso di necessità, il finanziamento di un eventuale scoperto in caso di copertura insufficiente.

Il vantaggio di questa soluzione è che in assenza di una copertura insufficiente non si dovrebbe procedere ad alcun versamento di fondi. L’istituto collettore avrebbe una maggiore capacità di rischio e potrebbe adeguare di conseguenza la sua strategia d’investimento. In situazioni di crisi potrebbe rinunciare a ridurre sistematicamente la sua esposizione ai rischi. Questo significa che anche in caso di copertura insufficiente potrebbe beneficiare di un’eventuale successiva ripresa dei mercati finanziari e aumen- tare nuovamente il suo grado di copertura con i propri mezzi. Potrebbe così perseguire un rendimento positivo atteso a lungo termine. Lo svantaggio è che in definitiva i rischi non possono essere previsti con certezza e che, data l'ingente e crescente somma di bilancio dell'istituto collettore nel settore del libero passaggio, la sua esposizione potrebbe rapidamente raggiungere importi altissimi (anche dell'ordine di miliardi). Questo