Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/95: Investimento di fondi di libero passaggio dell’istituto collettore (modifica della LPP) · 21 pagine
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costituirebbe un notevole problema per tutti i potenziali portatori di rischio. Una garanzia della BNS sarebbe praticamente impossibile da conciliare con il mandato di quest'ultima. Nel caso della Confederazione, una tale garanzia costituirebbe un sussidio e richiederebbe pertanto una base legale e lo stanziamento di un credito d’impegno. Questa garanzia non avrebbe tuttavia un tetto massimo, il che potrebbe rappresentare un grave problema per le finanze federali. L’esperienza mostra inoltre che la ripresa dei mercati finanziari può richiedere molto tempo. Le implicazioni finanziarie di una tale garanzia sarebbero pertanto difficili da prevedere e potrebbero essere di un’entità molto elevata La Confederazione è già fortemente gravata dai debiti derivanti dalla crisi del coronavirus, dai crescenti oneri nell’ambito delle assicurazioni sociali e dai previsti aumenti delle spese nel settore della difesa. Anche una garanzia del «sistema della previdenza professionale» sarebbe difficilmente attuabile. Sarebbero infatti i datori di lavoro e i lavoratori, nella loro qualità di soggetti finanziatori del sistema previdenziale, a doversi far carico dei contributi per questa garanzia. Una solidarietà dei datori di lavoro e dei lavoratori nei confronti di persone che spesso sono già uscite dal processo lavorativo appare poco realistica. Inoltre, in caso di bassi tassi d’interesse e di eventuali stravolgimenti dei mercati il «sistema della previdenza professionale» sarebbe già di per sé fortemente sotto pressione. A ciò si aggiungono già ben noti fattori negativi quali l’evoluzione demografica e l’elevata aliquota di conversione legale. Poiché questi fattori gravano già fortemente sul sistema, ulteriori oneri destinati a garantire i fondi di libero passaggio provocherebbero aspre controversie. Anche la soluzione della garanzia di una parte terza è stata dunque scartata.
1.2.4 Pagamenti periodici / finanziamento degli interessi negativi da parte di terzi
Un'altra possibilità sarebbe quella di effettuare pagamenti periodici all'istituto collettore per compensare interamente o parzialmente l’eventuale applicazione di interessi negati-vi alle liquidità a breve termine o, a seconda della situazione del mercato, ai rendimenti delle obbligazioni. Questo permetterebbe all’istituto di continuare a effettuare investi-menti a basso rischio e contribuirebbe in una certa misura a stabilizzare la sua situazione finanziaria, a condizione che la crisi degli altri mercati finanziari (in particolare quello azionario) non duri a lungo. Come nel caso della garanzia, tuttavia, si pone la questione di chi debba effettuare questi pagamenti. Gli argomenti a sfavore di una presa a carico da parte della Confederazione, del «sistema della previdenza professio- nale» e della BNS sono i medesimi.
1.2.5 Conto senza interessi presso la BNS
Un'alternativa all'attuale soluzione sarebbe l'apertura di un conto corrente senza inte- ressi presso la BNS. Diversamente dai pagamenti compensativi o da una garanzia, questa variante sarebbe più pertinente, dato che la BNS offre già conti correnti senza interessi o l’esenzione dai tassi d’interesse negativi per determinati intermediari finan- ziari. Al momento, però, la possibilità di un conto corrente senza interessi non sussiste per l'istituto collettore e la sua introduzione (senza l’accordo della BNS) richiederebbe una modifica di legge. Considerata la particolare posizione della BNS, la sua indipen- denza garantita dalla Costituzione e i suoi compiti specifici, già soltanto per una que- stione di principio si dovrebbe evitare di estendere la cerchia degli aventi diritto alle sue prestazioni. La politica dei tassi d’interesse è inoltre un pilastro centrale della strategia