Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/39: Ordinanza sull'approvvigionamento elettrico e modifica dell'ordinanza sull'energia · 26 pagine
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Commento all'appendice 2.3 [Esigenze per la commercializzazione di lampade domestiche elettriche con raccordo alla rete (fonti di luce)]
In Svizzera, la produzione di luce artificiale assorbe oggi circa il 14 per cento dell'energia elettrica. Il rendimento e rispettivamente l'efficienza energetica delle singole lampade sono molto differenti. La gamma di efficienza si presenta decisamente più ampia rispetto a quella di altri apparecchi domestici.
Il Consiglio federale ha già deliberato, a partire dall'anno 2002, la dichiarazione obbligatoria del consumo energetico delle lampade domestiche mediante l'etichettaEnergia, disposizione grazie alla quale i consumatori hanno la possibilità di informarsi in proposito prima dell'acquisto.
Da un lato, l'attenzione della politica, dei media e dell'opinione pubblica per il tema del consumo e dell'efficienza energetici ha condotto a un leggero aumento della vendita di lampade ad alto rendimento; dall'altro, l'inasprimento della concorrenza sui prezzi ha favorito una crescente offerta sul mercato di lampade a incandescenza delle fasce più basse di costo e purtroppo anche di efficienza. I consumatori sono spesso ignari del fatto che, dopo l'acquisto del prodotto, dovranno pagare un multiplo del suo prezzo per il consumo di energia elettrica.
Al fine di proteggere il mercato svizzero dall'afflusso di lampade di pessima qualità si è deciso di introdurre uno standard minimo, che corrisponde alla classe di efficienza energetica E dell'etichettaEnergia. La tecnologia a incandescenza può così ancora "sopravvivere". Diversi Stati hanno già introdotto standard minimi molto più rigorosi. In quest'ottica, la piccola limitazione al commercio appare ancora più giustificata.
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