Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/124: Modifica della legge sui cartelli, parte 2: Attuazione della mozione Schweiger (07.3856):Un sistema di sanzioni più equilibrato ed efficace per la normativa svizzera sui cartelli · 27 pagine

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Rapporto sui risultati della seconda procedura di consultazione del 30 marzo 2011

Il PS, il PES, SIC Svizzera, l’USS e Travail.Suisse sottolineano che le sanzioni elevate previste dal diritto attuale costituiscono già per le imprese un incentivo a impedire le infrazioni al diritto dei cartelli mediante programmi di conformità efficaci.

SIC Svizzera e l’USS criticano il fatto che in futuro l’Autorità della concorrenza dovrebbe giudicare l’efficacia di un programma di conformità, il che complica la procedura.

Il PS è del parere che le modifiche proposte indeboliscano la legislazione svizzera.

L’USC e la FSA ritengono che, poiché le sanzioni dirette in caso di infrazioni al diritto dei cartelli secondo l’articolo 49 LCart sono entrate in vigore soltanto nel 2004, manca l’esperienza necessaria e la revisione è prematura, provoca insicurezza giuridica e un onere per le imprese.

L’USAM precisa che il nuovo strumento implica oneri supplementari per le imprese e va nel senso opposto alla loro richiesta di riduzione dei costi della regolamentazione del 20 per cento netto, ossia 10 miliardi di franchi entro il 2018.

La COMCO critica la formulazione aperta dell’articolo 49a LCart («provvedimenti adeguati all’attività commerciale e al settore interessato volti a impedire infrazioni contro il diritto dei cartelli») e ritiene che, per motivi di sicurezza giuridica, le imprese dovrebbero sapere in anticipo quali misure di conformità soddisfano le esigenze legali. Per la COMCO, considerato che le esigenze variano fortemente da un settore all’altro e dipendono anche dalle dimensioni dell’impresa, dalla sua estensione geografica e dalla sua struttura organizzativa, non è possibile definire questi criteri ex ante.

La COMCO teme che la presa in considerazione obbligatoria di programmi di conformità falsi le aspettative delle imprese che potrebbero tentare di sottoporre i loro programmi alla valutazione dell’Autorità della concorrenza ex ante.

La COMCO è del parere che, a causa della formulazione dell’articolo 49a capoverso 1 LCart («l’impresa fornisce una documentazione sufficiente»), la ripartizione dell’onere della prova non risulti sufficientemente chiara. Per la COMCO, spetta all’impresa dimostrare di aver adottato misure efficaci; se, invece, la COMCO dovesse dimostrare che l’impresa non ha adottato misure efficaci, essa potrebbe in generale appellarsi al fatto che comunque è stata commessa un’infrazione, il che fa dubitare dell’efficacia del programma. Se fosse introdotta una regolamentazione a livello di legge o di ordinanza, la COMCO esige che l’impresa dimostri («nachweisen» anziché «dartun») l’efficacia delle sue misure.

Per la FSA, la regolamentazione proposta costituisce una regressione poiché la prova dell’efficacia delle misure non potrebbe generalmente essere fornita dalle imprese.

La IG DHS ritiene che l’attuazione della mozione ostacolerebbe in pratica le sanzioni, togliendo così alle disposizioni degli articoli 5 e 7 LCart il loro attuale effetto preventivo.

Swisscom sostiene che la presa in considerazione di programmi di conformità è necessaria in virtù del principio della colpa e del principio della responsabilità. Swisscom ritiene che le misure di conformità secondo il diritto attuale non dovrebbero comportare soltanto una riduzione della sanzione, ma eventualmente anche un’esenzione dalla stessa. Tuttavia, Swisscom rileva che un’iscrizione esplicita non sia necessaria. Swisscom fa riferimento alle

posizioni di economiesuisse e di SwissHoldings.

3.2.2 Pareri favorevoli alla richiesta della mozione, ma contrari alle proposte poste in consultazione

Il PLR ritiene che le sanzioni del diritto dei cartelli debbano orientarsi in modo chiaro al principio della colpa e reputa quindi giustificato introdurre una riduzione della sanzione per le

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