Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/66: Modifica dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) nei settori dei motori a combustione stazionari, delle turbine a gas, di altri impianti stazionari nonché dei combustibili e della sorveglianza del mercato. · 16 pagine

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Riferimento/N. d’incarto: N342-1890

tengono composti contenenti piombo (cerussa), con i quali sono stati trattati per la protezione dalle intemperie. La combustione di tali finestre rimane problematica a causa dell’elevato contenuto di piombo. Non dovrebbero essere bruciate in impianti a combustione di legname di scarto, bensì solo in impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, nei quali sono installati impianti di depurazione dell’aria di scarico più adeguati e nei quali il valore limite delle emissioni di piombo è molto più rigido. Per tale motivo, mediante la presente revisione dell’OIAt, i pezzi di legno che contengono composti di piombo saranno assegnati ai rifiuti di legno e non più al legname di scarto. In futuro potranno essere bruciati solo negli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, evitando così inutili emissioni di piombo nell’ambiente.

Pellet e mattonelle allo stato naturale

Sinora l’OIAt prevedeva solamente per queste due categorie di legna da ardere, frequentemente utilizzate, ovvero per pellet e mattonelle allo stato naturale, che per la produzione fossero utilizzati lubrificanti naturali. Oltre a ciò non valgono altri criteri riguardo la qualità di tali combustibili. Negli ultimi anni i pellet e le mattonelle hanno acquisito maggiore importanza in quanto combustibili rinnovabili. Le quantità di pellet importate sono aumentate notevolmente, ammontando nel 2013 a circa 83 300 tonnellate (2010: 36 000 t), mentre ne sono state esportate solo circa 2700 tonnellate. La produzione di pellet a livello nazionale ammonta attualmente a circa 168 000 (stima di proPellets.ch). Le quantità di mattonelle importate ed esportate erano esigue, rispettivamente 5500 e 800 tonnellate nel 2013. La quantità di mattonelle prodotte a livello nazionale non è nota. Vi è pertanto un’eccedenza delle importazioni per entrambi questi tipi di legna da ardere.

La buona qualità di tali combustibili è quindi particolarmente importante dal punto di vista dell’igiene

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dell’aria. A livello internazionale ed europeo esistono tre norme della serie SN EN ISO 17225 , le quali definiscono i requisiti generali e specifici per pellet e mattonelle. I requisiti specifici riguardano tra l’altro i tenori massimi per l’umidità, il contenuto di cenere oppure per le sostanze in tracce, quali ad esempio cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio. Inoltre, le norme distinguono tre qualità di pellet e mattonelle ad uso non industriale (classi di qualità). Le classi A1 e A2 corrispondono alla qualità del legno allo stato naturale, mentre la classe B autorizza per la produzione l’uso di scarti di legno da industria trattato con prodotti chimici (scarti di legno) oppure di legname usato (legname di scarto).

Con la presente modifica dell’OIAt, per la messa in commercio di pellet e di mattonelle allo stato naturale, è necessario adempiere ai requisiti delle classi di qualità A1 e A2 della relativa norma. In tal modo è stata creata la base per il controllo di qualità di questo tipo di legname da ardere. Nell’ambito della sorveglianza del mercato, l’UFAM è autorizzato a controllare se i valori limite sono rispettati, in particolare i valori delle sostanze nocive. Tale misura garantisce che non siano messi in commercio né pellet né mattonelle contenenti scarti di legno o legname di scarto contaminato, evitando così inutili emissioni elevate di sostanze nocive durante la combustione. Pellet o mattonelle della classe di qualità B oppure di altre qualità (ad esempio pellet di biomassa senza legno) possono tuttora essere messi in commercio, non saranno tuttavia considerati allo stato naturale e saranno perciò applicati requisiti più elevati per gli impianti a combustione in cui sono utilizzati. Pertanto, non potranno essere utilizzati in impianti a combustione «normali», alimentati con legna bensì solamente nei tipi di impianti a combustione previsti, cioè, a seconda della composizione, alimentati con scarti di legno o con legname da scarto, in impianti di incenerimento dei rifiuti urbani oppure in impianti di combustione di rifiuti agricoli.

6 SN EN ISO 17225-1: Biocombustibili solidi - Specifiche e classificazione del combustibile. Parte 1: Requisiti generali; SN EN ISO 17225-2: Biocombustibili solidi - Specifiche e classificazione del combustibile. Parte 2: Definizione delle classi di pellet di legno; SN EN ISO 17225-3: Biocombustibili solidi - Specifiche e classificazione del combustibile. Parte 3: Definizione delle classi di bricchette di legno 312/2005-02198/08/17/05/04/N342-1890 5/16