Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/83: Disposizione costituzionale di carattere generale sul servizio universale · 16 pagine

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cesso tutte le fasce della popolazione e tutti i settori dell’economia, in tutte le regioni del Paese e a un prezzo sostenibile.

– La definizione data nel rapporto 20044 sul servizio pubblico si riferisce esclusivamente alle infrastrutture e non può essere qui ripresa. Il suo tenore recita: «Il servizio pubblico è stabilito a livello politico e consiste nell’approvvigionamento di base in beni e servizi d’infrastruttura di buona qualità che siano accessibili a tutte le cerchie della popolazione e a tutte le regioni del Paese, alle stesse condizioni e a prezzi equi». Tale definizione fa del concetto di Grundversorgung uno degli elementi della definizione di servizio pubblico («Service public umfasst … eine Grundversorgung»).

Sulla base di queste due definizioni, il termine è utilizzato come segue (cfr. cpv. 1 e 2 dell’avamprogetto).

Il servizio universale è un obiettivo che deve essere precisato sulla base di criteri politici e per i quali lo Stato si adopera affinché la popolazione abbia accesso a beni e prestazioni di base di usuale necessità.

Gli elementi di questa definizione sono obbligatoriamente astratti e dipendono da molti fattori. Alcune caratteristiche emergono tuttavia chiaramente:

− si tratta di un mandato generale e non di una questione di competenze. La Confederazione e i Cantoni sono tenuti ad agire ma non a raggiungere un obiettivo chiaramente definito;

− il tipo di misure da adottare non è fissato dalla disposizione. In generale non è possibile determinare se saranno le forze di mercato a raggiungere da sole un risultato più o meno soddisfacente o se sarà lo Stato a dover adottare delle misure, ed eventualmente quali;

− il servizio universale può avere come oggetto beni (acqua, derrate alimentari, medicinali, energia, ecc.) e servizi (telecomunicazioni, trasporti, assistenza medica, ecc.) di qualsiasi tipo;

− il servizio universale concerne tuttavia solo quei beni e prestazioni di usuale necessità per la popolazione. Questo aspetto corrisponde in parte al «pubblico interesse» menzionato dall’iniziativa parlamentare 03.465 ed esclude i beni e i servizi di lusso o esclusivi, così come quelli utilizzati da molte persone ma raramente (ad es. il rilascio del passaporto, una prestazione che difficilmente potrebbe essere offerta su tutto il territorio). L’usuale necessità della popolazione ricopre un numero maggiore di cose che l’assistenza agli indigenti così come previsto dall’articolo 115 Cost., senza parlare delle situazioni di bisogno ai sensi dell’articolo 12 Cost. Il nuovo articolo 41a si propone di aumentare la prosperità dell’insieme della popolazione, mentre l’articolo 115 Cost. si applica quando l’individuo è nel bisogno. L’articolo 12 Cost. sancisce un diritto fondamentale a un minimo necessario per vivere dignitosamente;

− è giustificato limitare la norma ai beni e alle prestazioni di base. Questa restrizione riflette un altro aspetto del «pubblico interesse» e fa capire che non bisogna aspettarsi un’offerta troppo particolareggiata. Lo Stato non è tenuto a impegnarsi per una fornitura di beni e servizi che, pur essendo

4 04.076, FF 2004 4075