Rapporto LF
Consultazione 2013/39: Legge e ordinanza sulle abitazioni secondarie · 14 pagine
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N. registrazione/dossier: M122-0129
dato Comune. La conseguenza è che va evitato qualsiasi sviluppo che possa far raggiungere a un Comune questo limite. Di qui l’incarico attribuito ai Cantoni nel capoverso 2 di garantire che i Comuni con una quota di abitazioni secondarie inferiore al 20 per cento non superino questa soglia.
Conformemente al capoverso 3 dell’articolo in oggetto, ai Cantoni viene trasferita la competenza di emanare prescrizioni per limitare la costruzione di nuove abitazioni secondarie e i cambiamenti di destinazione delle abitazioni esistenti in abitazioni secondarie. Ciò significa per esempio che, nei Comuni in cui la quota delle abitazioni secondarie supera il 20 per cento, i Cantoni hanno la facoltà di fissare dei contingenti per le autorizzazioni alla costruzione di abitazioni secondarie o per il cambiamento di destinazione di abitazioni costruite secondo il diritto anteriore.
Per quanto riguarda la possibilità di cui potrebbero usufruire i Cantoni di riscuotere imposte sulle abitazioni secondarie, occorre tenere presente quanto segue: le imposte dirette che i Cantoni sono tenuti a riscuotere sono elencate in modo esaustivo nell’articolo 2 capoverso 1 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID; RS 642.14). Qualsiasi altra imposta esula dal campo d’applicazione della LAID e rientra nelle competenze originarie dei Cantoni. Questi ultimi sono pertanto liberi di introdurre imposte sulla proprietà fondiaria, come un’imposta sugli immobili. Un’imposta speciale sulle abitazioni secondarie, riscossa a livello cantonale, è di per sé conforme alla LAID, sempre che vada a sostituire l’imposta sul reddito e sulla sostanza. Il Parlamento aveva adottato un’imposta simile per esempio nel quadro del pacchetto fiscale 2001, respinto poi nella votazione popolare del 16 maggio 2004. Le imposte di attribuzione dei costi e le tasse d'incentivazione sulle abitazioni secondarie non fanno invece parte delle imposte dirette oggetto della LAID. Un’eventuale imposta sulle abitazioni secondarie va fissata tenendo conto delle pertinenti disposizioni costituzionali di riferimento: se viene concepita innanzitutto come tassa d'incentivazione, l’imposta in questione deve essere effettivamente idonea a raggiungere questo obiettivo. Se, invece, la sua ragione d’essere è di natura fiscale e la sua destinazione è vincolata (p. es. al finanziamento di determinate prestazioni infrastrutturali della collettività pubblica), occorrerà garantirne il coordinamento con altre imposte aventi lo stesso scopo (p. es. tasse di soggiorno).
Capitolo 2: Fissazione della quota di abitazioni secondarie
Art. 4 seg. Inventario delle abitazioni primarie; fissazione della quota di abitazioni secondarie
Secondo il capoverso 2 dell’articolo 75b Cost., i Comuni sono tenuti a pubblicare ogni anno il loro piano delle quote di abitazioni principali unitamente allo stato dettagliato della sua esecuzione. A questa disposizione viene data esecuzione nel presente avamprogetto mediante gli articoli sull’inventario delle abitazioni primarie (art. 4 e 5).
L’articolo 4 definisce i contenuti essenziali di tale inventario; presupposto di questo articolo è una definizione ad ampio raggio delle abitazioni secondarie (ossia quelle non primarie o non equiparate alle abitazioni primarie [art. 2 cpv. 3]).
Nel calcolo della quota di abitazioni secondarie non è stata inclusa la superficie lorda per piano occupata dalle stesse. Si presume infatti che la superficie lorda per piano delle abitazioni secondarie sia in generale più piccola di quella occupata dalle abitazioni primarie; non dovrebbe quindi esservi praticamente nessun Comune in cui la superficie lorda per piano delle abitazioni secondarie sia pari al 20 per cento e la quota delle abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità abitative sia inferiore al 20 per cento. L’obiettivo, espresso nel capoverso 1 dell’articolo 75b Cost., di limitare anche la superficie occupata dalle abitazioni secondarie, viene ripreso nell’articolo 12 del presente avamprogetto, secondo cui i cambiamenti di destinazione e gli ampliamenti delle abitazioni costruite secondo il diritto anteriore vanno effettuati entro limiti ben definiti. Nel quadro del controllo dell’efficacia delle misure (art. 21) andrà inoltre verificato se resta confermata la tesi secondo cui le abitazioni secondarie occupano in generale una superficie più piccola di quella occupata dalle abitazioni primarie.